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  • giovedì 16 Maggio 2013

L’inutile “indagine” sulle carceri

Sappiamo già tutto, scrive Luigi Ferrarella sul Corriere: l'"indagine conoscitiva" promessa dal Senato è un modo per perdere altro tempo invece di fare qualcosa

Martedì 14 maggio la Commissione Giustizia del Senato presieduta da Francesco Nitto Palma ha deciso all’unanimità di avviare una “indagine conoscitiva sull’emergenza carceraria”: servirà per fare un punto sul sovraffollamento nelle carceri, sulla Polizia Penitenziaria e sulle possibili soluzioni da adottare. Il giornalista Luigi Ferrarella sostiene oggi in un breve articolo sul Corriere della Sera come sia una nuova perdita di tempo e la dimostrazione dell’incapacità di fare una scelta.

Ma cos’altro dovrebbe far conoscere l’«indagine conoscitiva sull’emergenza carceraria» appena ideata dalla Commissione giustizia del Senato presieduta da Nitto Palma? Già si sa tutto, e da molto tempo. Ci sono i dati ministeriali dell’incivile sovraffollamento di 21.000 persone più della capienza teorica, peraltro gonfiata dal conteggio di molti posti in realtà indisponibili. Le condanne dell’Italia da parte della Corte europea dei diritti dell’uomo per le detenzioni di persone in meno di 3 mq a testa sono talmente note che il governo Monti, con scelta infelice, invece di mettersi in regola entro fine anno come preteso da Strasburgo, le ha impugnate per congelare l’ultimatum. Vetustà dell’edilizia carceraria, riduzioni di organico nella polizia penitenziaria, sanità negata di fatto in molte celle, stanno tutte nell’informazione di qualità resa da associazioni come Antigone, agenzie come Ristretti Orizzonti, programmi come RadioCarcere. Proposte di legge (anche dell’ex ministro Severino) sono arrivate a un passo dall’approvazione nell’ultima legislatura; e pochi mesi fa la Commissione di studio mista tra Csm e ministero ha addirittura prodotto un articolato normativo per disboscare quelle leggi che producono non «più sicurezza» ma solo «più carcere».

(Continua a leggere l’articolo del Corriere della Sera)

Foto: il carcere di massima sicurezza di Brissogne, Valle d’Aosta (©NEWSPRESS/LAPRESSE)