• Mondo
  • mercoledì 1 maggio 2013

La rissa in parlamento in Venezuela

La situazione politica resta molto tesa, dopo i contestati risultati delle presidenziali: parlamentari di maggioranza e opposizione si sono presi a pugni, con feriti

Una seduta parlamentare sui risultati delle ultime elezioni in Venezuela è finita in una rissa tra i deputati della maggioranza e dell’opposizione, causando diversi feriti. Un deputato dell’Assemblea nazionale, Julio Borges, si è presentato a una televisione locale mostrando sul volto i tagli e le ecchimosi causati dagli scontri.

Lunedì 29 aprile il Consiglio elettorale nazionale ha rifiutato la richiesta di riconteggio dei voti del candidato presidenziale Henrique Capriles e ha confermato la vittoria di Nicolás Maduro alle ultime elezioni presidenziali con un vantaggio di 225 mila voti. Maduro, 50 anni, ha già giurato come presidente il 19 aprile. Nella seduta dell’Assemblea nazionale del 30 aprile, alcuni parlamentari hanno mostrato uno striscione che diceva “Golpe al Parlamento”: secondo i parlamentari dell’opposizione, poco dopo, sette di loro sono stati attaccati e presi a pugni nell’aula. Il presidente dell’Assemblea Diosdado Cabello è stato accusato di aver minacciato alcuni parlamentari: a uno di loro ha detto: «Le chiedo: signor deputato, riconosce Nicolás Maduro? Se dice di no, non avrà il diritto di parlare nell’assemblea».

Secondo la versione dei parlamentari della maggioranza la rissa sarebbe invece stata iniziata dall’opposizione. Un dipendente del parlamento ha detto a Reuters che i disordini sono cominciati dopo che i parlamentari dell’opposizione hanno gridato “fascista” al presidente dell’Assemblea Cabello: durante la rissa sono stati lanciati computer portatili e tavolini e un parlamentare è stato colpito in testa da una sedia.

L’episodio racconta la tesa situazione politica nel paese a due settimane dalle elezioni presidenziali. Il 14 aprile si è votato in Venezuela per eleggere il presidente della Repubblica, dopo la morte di Hugo Chávez il 5 marzo scorso. Nicolás Maduro, l’erede “ideale” di Chávez, indicato da lui stesso come suo successore, ha ottenuto pochi voti in più rispetto al suo sfidante, il 40enne Henrique Capriles, che da parte sua ha dichiarato di non accettare la sconfitta e ha chiesto un riconteggio completo dei voti. Ne sono seguiti scontri durissimi tra i sostenitori di Capriles e le forze dell’ordine, che hanno causato 7 morti.

Foto: il parlamentare dell’opposizione Julio Borges arriva con il volto ferito al quartier generale del suo partito a Caracas, Venezuela, prima di una conferenza stampa. 30 aprile 2013.
(AP Photo/Fernando Llano)

Abbonati al

Dal 2010 gli articoli del Post sono sempre stati gratuiti e accessibili a tutti, e lo resteranno: perché ogni lettore in più è una persona che sa delle cose in più, e migliora il mondo.

E dal 2010 il Post ha fatto molte cose ma vuole farne ancora, e di nuove.
Puoi darci una mano abbonandoti ai servizi tutti per te del Post. Per cominciare: la famosa newsletter quotidiana, il sito senza banner pubblicitari, la libertà di commentare gli articoli.

È un modo per aiutare, è un modo per avere ancora di più dal Post. È un modo per esserci, quando ci si conta.