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  • giovedì 25 Aprile 2013

La CIA e l’FBI conoscevano gli attentatori di Boston?

Tamerlan Tsarnaev, uno dei due fratelli accusati di aver messo le bombe, era stato inserito in almeno due liste dei servizi segreti

A distanza di oltre una settimana dagli attacchi esplosivi di Boston, negli Stati Uniti proseguono le indagini per ricostruire spostamenti e dettagli sulla vita dei due fratelli Tsarnaev (qui la loro storia), accusati di avere organizzato gli attentati in cui sono morte tre persone e ne sono rimaste ferite altre 180. Dzhokhar Tsarnaev, il fratello minore di 19 anni di età, è ancora ricoverato presso l’ospedale Beth Israel Deaconess Medical Center. Le sue condizioni sono migliorate molto rispetto al giorno in cui fu catturato sabato scorso, dopo essere stato trovato nascosto e gravemente ferito in una barca sistemata nel giardino di una casa di Watertown, sobborgo di Boston dove i fratelli Tsarnaev si erano confrontati in una dura sparatoria con la polizia, nella quale era morto il fratello maggiore Tamerlan.

Nelle ultime ore l’attenzione di giornali e osservatori si è proprio concentrata su Tamerlan, che si sospetta avesse convinto il fratello a partecipare all’organizzazione degli attacchi. Fino a ora si sapeva che Tamerlan Tsarnaev era stato tenuto sotto sorveglianza per alcuni mesi nel 2011 dall’FBI, su indicazione dei servizi segreti russi (FSB). Avevano segnalato che il ragazzo era diventato un islamista radicale l’anno precedente, in vista di un futuro viaggio che non aveva ancora compiuto in Russia. L’FBI non trovò nulla di particolare, ma ora si è appreso che qualche mese dopo la prima segnalazione i servizi segreti russi ne inviarono una seconda, questa volta indirizzata alla CIA.

Gli agenti della CIA fecero una serie di controlli e arrivarono sostanzialmente alle stesse conclusioni dell’FBI, spiegando all’FSB di non avere scoperto nulla di così sospetto su Tamerlan Tsarnaev. La cosa sta suscitando molte polemiche in questi giorni negli Stati Uniti perché, anche se non erano stati trovati legami diretti con gruppi islamici estremisti, Tamerlan era comunque finito in breve tempo in almeno due liste distinte compilate dai servizi segreti su persone sospette nel paese.

Quando la CIA arrivò alla conclusione che non ci fossero legami con gruppi di estremisti, nell’ottobre del 2011, gli agenti dell’intelligence chiesero alla principale agenzia dell’antiterrorismo, National Counterterrorism Center, di aggiungere il nome di Tamerlan nelle sua lista per precauzione. La CIA inoltrò per conoscenza la propria richiesta anche all’FBI e al dipartimento per la Sicurezza nazionale. Il Terrorist Identities Datamart Environment (TIDE) è una lista che si stima contenga circa 700mila nominativi e che è il principale punto di riferimento per gli elenchi di altre agenzie, a partire da quelle dell’FBI e della Transportation Security Administration, che gestisce una lista di persone cui devono essere proibiti i permessi per viaggiare in aereo.

La richiesta di inserimento nella lista fu trasmessa con una traslitterazione dal cirillico che rese il cognome Tsarnaev in Tsarnayev. Tra le informazioni fornite c’erano anche due distinte possibili date di nascita del ragazzo, che si sarebbero rivelate in seguito entrambe inesatte, e una variante del nome. Questi dati erano stati utilizzati dall’FBI, quindi prima dell’ulteriore controllo da parte della CIA, per inserire Tamerlan in un’altra lista gestita dal Treasury Enforcement Communications System (TECS), che serve per inviare un messaggio di allerta in automatico agli agenti della dogana per eventuali accertamenti quando qualcuno in elenco lascia gli Stati Uniti.

Quando Tamerlan Tsarnaev lasciò il paese il 21 gennaio 2012 per iniziare il suo viaggio di sei mesi in Russia, su cui ci sono ancora molti dubbi e cose da scoprire, il sistema di allerta si attivò, ma non fu ritenuto necessario trattenere Tamerlan. Probabilmente a causa delle possibili date di nascita entrambe sbagliate e del cognome traslitterato diversamente, non si attivò invece il sistema di allerta del TIDE. Il ragazzo tornò negli Stati Uniti nel mese di luglio, a oltre un anno dall’inserimento del suo nome in lista e quando l’allerta nei suoi confronti era ormai scaduta, ha spiegato martedì davanti a una Commissione del Senato la responsabile della Sicurezza nazionale, Janet Napolitano. Non furono quindi avviate altre iniziative.

Il fatto che Tamerlan Tsarnaev fosse stato inserito in più liste e fosse stato oggetto di diversi controlli e segnalazioni da parte dell’FBI e della CIA sta mettendo, nuovamente, in discussione l’affidabilità dei sistemi utilizzati dall’intelligence per condurre le proprie indagini e per condividere le informazioni tra uffici diversi. Mercoledì 24 aprile il vicedirettore dell’FBI, Sean Joyce, ha partecipato insieme con altri funzionari dell’antiterrorismo a un’audizione al Congresso per chiarire e ricostruire come andarono le cose a partire dalle prime segnalazioni su Tamerlan ricevute nel 2011. Queste informazioni, insieme a quelle che potrà dare negli interrogatori Dzhokhar Tsarnaev, ora formalmente accusato di uso di armi di distruzione di massa, potrebbero dare nuovi elementi per capire come sono stati organizzati e gestiti gli attacchi esplosivi alla maratona.