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  • mercoledì 17 Aprile 2013

Il sito sul clima che ha vinto un Pulitzer

Si chiama InsideClimate News, è un piccolo sito curato da sette persone, ha battuto i grandi giornali scrivendo della sicurezza degli oleodotti

Tra i vincitori del premio Pulitzer 2013, resi noti lunedì 15 aprile, ci sono Lisa Song, Elizabeth McGowan e David Hasemyer di InsideClimate News, che hanno vinto il premio nella categoria “National Reporting” per aver rivelato le fragili regolamentazioni americane sulla sicurezza ambientale degli oleodotti. InsideClimate News è una start-up dell’informazione fondata sei anni fa e ha una redazione molto piccola (solo sette persone a tempo pieno), ma i suoi giornalisti sono stati in grado di battere altri 50 concorrenti e due finalisti come il Boston Globe e il Washington Post.

Quando è arrivata la notizia che i tre giornalisti di InsideClimate News (ICN) avevano vinto il premio, racconta il New York Times, questi si trovavano in tre città diverse: uno a Washington, uno a Boston e uno a New York. I festeggiamenti sono avvenuti in videoconferenza, anche perché ICN non ha una vera e propria redazione. L’editore del sito, David Sassoon, descrive ICN come una “organizzazione virtuale”.

Le caratteristiche principali del sito sono tre: il modello di business è basato sulle donazioni e sul non-profit (l’obiettivo, insomma, non è guadagnare ma pagare le spese); tutto viene pubblicato gratuitamente su Internet; ICN si occupa di campi molto specifici, l’energia e il clima, che sono coperti con più difficoltà dai grandi giornali. La crisi dei giornali, infatti, ha portato alla chiusura della sezione ambiente in diverse redazioni (tra cui quella del New York Times, per esempio).

ICN è nata dal precedente lavoro di consulenza di David Sassoon, l’attuale editore, per la grande società filantropica fondata dalla ricchissima famiglia Rockefeller negli anni Cinquanta, il Rockefeller Brothers Fund. Uno dei principali campi di interesse del RBF era il cambiamento climatico e i problemi ambientali, e Sassoon creò un blog in cui raccoglieva link sul tema e aggiungeva di tanto in tanto i suoi commenti. Con il passare del tempo, alla ripresa di materiali altrui si aggiunse il giornalismo originale, e il blog prese il nome attuale.

I finanziatori del sito sono solitamente fondazioni o gruppi non-profit che operano nel settore dell’ambiente. Lo stesso Sassoon ammette che questa è una stranezza, perché solitamente quei gruppi preferiscono finanziare attività più concrete a sostegno delle loro cause e non giornali o altre pubblicazioni. ICN ha un budget annuale di circa 550 mila dollari (420 mila euro), di cui quattro quinti vanno negli stipendi del personale, mentre il resto serve per le spese.

Una newsletter sul dannato futuro dei giornali

Il New York Times riporta l’opinione di alcuni commentatori, secondo cui il premio a ICN è una specie di incoraggiamento da parte dei giudici – i premi del Pulitzer sono gestiti dalla scuola di giornalismo della Columbia University – che ha premiato un’inchiesta ma anche il nuovo modo di fare giornalismo che società come ICN rappresentano. L’inchiesta che ha vinto il premio, come spiega il sito di ICN, era cominciata con una ricerca di sette mesi intorno a un’enorme fuoriuscita di bitumi petroliferi provenienti dal Canada, che avevano inquinato un fiume del Michigan a causa della rottura di un oleodotto nel luglio 2010. Il lavoro si è poi allargato per occuparsi più in generale delle politiche nazionali di sicurezza nel settore degli oleodotti.