La legge contro gli sfratti, in Andalusia

È stata approvata per aiutare le famiglie in difficoltà a cui le banche pignorano le case

Il governo regionale della comunità autonoma dell’Andalusia – guidato dal presidente José Antonio Griñán Martínez del Partito Socialista Operaio Spagnolo (PSOE), in una coalizione di cui fa parte anche il partito Sinistra Unita – ha approvato martedì 9 aprile una serie di misure per cercare di sostenere il mercato immobiliare e per dare sostegno alle persone che rischiano lo sfratto.

Il provvedimento, che entrerà in vigore oggi, si compone di due misure principali. La prima è che, se una banca sfratterà famiglie o persone che rispondono a determinati requisiti e sono particolarmente in difficoltà, il governo locale potrà requisire l’abitazione per garantirla agli inquilini, per un periodo massimo di tre anni. La seconda misura vuole invece disincentivare le banche a mantenere le abitazioni sfitte, istituendo un sistema di penalizzazioni con multe fino a 9 mila euro.

Il decreto, ha spiegato Elena Cortes, responsabile dei lavori pubblici e dell’edilizia della giunta andalusa, servirà a rendere meno pesante la legge spagnola relativa alla riappropriazione degli immobili, che ha provocato, dall’inizio della crisi immobiliare spagnola, circa 400 mila sfratti. Anche il Parlamento spagnolo sta discutendo una nuova legge sui prestiti bancari che prevede sanzioni per le banche che possiedono immobili vuoti e si rifiutano di affittarli.

La situazione degli sfratti è particolarmente grave in Andalusia, che con circa 7,5 milioni di abitanti è la regione più popolosa della Spagna: negli ultimi mesi, gli sfratti hanno coinvolto una media di 46 famiglie al giorno, scrive El País. Dal 2007, in Andalusia ci sono stati circa 86 mila pignoramenti e oggi più di 700 mila case sono vuote, metà delle quali, secondo una ricerca del Consiglio regionale, appartengono a banche e società immobiliari. Le sanzioni stabilite dal decreto regionale saranno incassate dall’amministrazione e investite in politiche sociali. Il provvedimento non riguarderà invece i proprietari privati che possiedono appartamenti non affittati: per loro saranno previsti incentivi fiscali per agevolare gli affitti.

L’amministrazione potrà requisire le case alle banche nel caso in cui le persone che ci abitano e che hanno ricevuto lo sfratto siano in pericolo di “esclusione sociale” e abbiano avuto un rapido impoverimento dopo la data della concessione dell’affitto che oggi non sono più in grado di onorare. E la legge riguarderà solo le persone che guadagnano meno del triplo del salario minimo, che è di 532 euro mensili. Molti giuristi, spiega El País, hanno però sollevato dubbi sulla costituzionalità della norma relativa al sequestro delle case, perché violerebbe il diritto alla proprietà privata. Elena Cortés ha sostenuto che il decreto così come è stato approvato dal governo regionale non infrange nessuna legge.

Dopo dieci anni di speculazione edilizia, la Spagna è stata colpita da una pesante crisi immobiliare: i prezzi delle case, negli ultimi quattro anni, sono scesi del 30 per cento. Proprio la crisi immobiliare è stata una delle cause principali della crisi del sistema bancario: le banche spagnole hanno ricevuto dalle istituzioni europee 40 miliardi di euro per nuove capitalizzazioni. I valori degli immobili di nuova costruzione si sono abbassati di oltre il 20 per cento. Molti di questi, circa 150 mila case, facevano e fanno parte dei portafogli delle banche che hanno accumulato così crediti nei confronti dei cittadini, che a causa della crisi non riescono più a onorare i contratti di prestito.

E il 14 marzo 2013 la Corte di giustizia europea aveva stabilito che le leggi spagnole sulla riappropriazione degli immobili violano la Direttiva europea n.93 del 1993 che riguarda la protezione del consumatore. La sentenza della corte consentirebbe ai giudici spagnoli di bloccare le procedure di sfratto messe in atto dalle banche e, in alcuni casi, le persone sfrattate illegalmente potrebbero aver diritto a un risarcimento, scrive El Periódico.

La legge spagnola permette infatti il pignoramento della casa e lo sfratto immediato nel caso in cui il proprietario non riesca più a pagare il mutuo sottoscritto per pagarla, senza la possibilità di verificare preventivamente eventuali irregolarità nella procedura di sfratto tra le parti. Proprio questo punto della legge spagnola – che impedisce al giudice di dichiarare illecite le clausole dei contratti di prestito ipotecario, sospendendo lo sfratto – sarebbe contrario al diritto europeo. In base a quanto stabilito dalla legge spagnola, i giudici possono solo stabilire dei risarcimenti. Le case che le banche spagnole si sono riprese negli ultimi anni, dopo aver concesso mutui ipotecari, sono state più di 400 mila.

Foto: Jasper Juinen/Getty Images

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