• Mondo
  • lunedì 8 Aprile 2013

14 frasi di Margaret Thatcher

Le più famose, citate centinaia di volte, dal celebre triplo "no" all'Europa a "la società non esiste"

Margaret Thatcher era famosa, tra le molte cose, per le sue battute taglienti e il suo modo di esprimersi spiccio e deciso. Durante numerose interviste, dichiarazioni e discorsi ai congressi del partito conservatore, Thatcher ha pronunciato frasi ed espressioni citate più e più volte fino a diventare celebri e proverbiali. Nel corso degli anni sono state utilizzate spesso per spiegare e ricordare il thatcherismo e la personalità del primo ministro donna della storia del Regno Unito.

1.
«Mi piace argomentare, mi piace dibattere. Non mi aspetto che le persone stiano tutte lì sedute, d’accordo con me, non è il loro compito»
(1980)

2.
«Non sono un politico che si basa sul consenso. Sono un politico che si basa sulla persuasione»
(1979)

3.
«A quelli che mentre parlo aspettano col fiato sospeso l’espressione preferita della stampa, la marcia-indietro, voglio dire una sola cosa. Fatela voi la marcia indietro, se volete. La signora non ha intenzione di fare marcia indietro»
(10 ottobre 1980 al congresso del Partito conservatore)

4.
«Nessuno ricorderebbe il Buon samaritano se avesse avuto solo buone intenzioni. Aveva anche i soldi»
(1980)

5.
«Casa è il posto dove vai quando non hai nient’altro di meglio da fare».
(maggio 1991, sei mesi prima di dimettersi da primo ministro)

6.
«Non penso che una donna riuscirà a diventare primo ministro durante la mia vita»
(durante la trasmissione televisiva di BBC Val meets the V.I.P, 5 marzo 1973, sei anni prima di diventare primo ministro)

7.
«Il mio lavoro è impedire alla Gran Bretagna di diventare rossa».
(3 novembre 1977)

8.
«Le persone hanno davvero paura che questo paese possa essere invaso da altre persone di una cultura differente. E noi non facciamo politica per ignorare le preoccupazioni delle persone: facciamo politica per occuparcene».
(al programma televisivo World in Action, 27 gennaio 1978)

9.
«Odio ogni tipo di estremismo. I comunisti e il Fronte nazionale [partito di estrema destra, ndr] cercano di realizzare entrambi il dominio dello stato sull’individuo. Entrambi, secondo me, vogliono distruggere i diritti individuali. Per me sono partiti dello stesso tipo. Per tutta la vita, però, mi sono opposta a vietare il comunismo o le organizzazioni estremiste: se lo fai diventano clandestine e questo gli dà un’eccitazione che non avrebbero, se potessero perseguire i loro obiettivi alla luce del sole. Li batteremo sul terreno del dibattito. Il Fronte nazionale è un Fronte socialista»
(21 aprile 1978)

10.
«I socialisti urlano “Potere al popolo” con il pugno chiuso alzato. Sappiamo tutti quello che vogliono davvero: il potere sulle persone, il potere allo stato. Sono stata eletta con un intento evidente: cambiare il Regno Unito da una società dipendente in una società autosufficiente, da una nazione “dammi-qualcosa” a una nazione “fallo-da-te”. In una Gran Bretagna “alzati-e-fallo” anziché in una “siediti-e-aspetta”».
(8 febbraio 1984)

11.
«Oh, ma vede, non si ottiene mai nulla senza fare un po’ di casino»
(30 novembre 1984)

12.
«Stanno scaricando i loro problemi sulla società. E come sapete, la società non esiste. Esistono gli individui, gli uomini e le donne, ed esistono le famiglie. E il governo non può fare niente se non attraverso le persone, e le persone devono guardare per prime a sé stesse. È nostro dovere badare prima a noi stessi e poi badare anche ai nostri vicini. Le persone pensano troppo ai diritti senza ricordarsi dei doveri, perché non esiste un diritto se prima qualcuno non ha rispettato un dovere»
(31 ottobre 1987)

13.
«Un uomo scala l’Everest per sé stesso, forse, ma arrivato in cima pianta la bandiera del suo paese»
(discorso tenuto al Congresso del partito conservatore, 14 ottobre 1988)

14.
«Qualche giorno fa il presidente della Commissione, Delors, ha detto a una conferenza stampa che voleva che il Parlamento europeo fosse il corpo democratico della comunità, che la Commissione fosse l’esecutivo e che il Consiglio dei ministri fosse il Senato. No. No. No.»
(dibattito alla Camera dei deputati, 30 ottobre 1990)

Foto: AP Photo/Katsumi Kasahara