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  • lunedì 25 marzo 2013

Che cosa succede nella Repubblica Centrafricana

E chi è Michel Djotodia, che si è autoproclamato presidente dopo aver deposto François Bozizé, che intanto è scappato

Domenica 24 marzo le forze ribelli della coalizione centrafricana chiamata “Seleka” sono entrate nella capitale della Repubblica Centrafricana, Bangui, e hanno assaltato il palazzo presidenziale, senza però trovarvi il presidente François Bozizé. Secondo alcuni testimoni, l’azione dei ribelli è stata accompagnata da pesanti scontri e esplosioni in varie parti della città: alcune fonti vicine al presidente, sostiene Reuters, hanno confermato che Bozizé è fuggito nella Repubblica Democratica del Congo.

Il leader dei ribelli, Michel Djotodia, si è autoproclamato oggi presidente del paese, assicurando di voler sostenere il governo creato l’11 gennaio scorso da alcuni accordi di pace tra i ribelli e il presidente Bozizé. Nel frattempo questa mattina sono stati uccisi negli scontri con i ribelli almeno 13 soldati sudafricani, che facevano parte di un contingente di 200 militari inviati nel paese a gennaio dal governo del Sudafrica per sostenere il presidente deposto. Gli scontri nella Repubblica Centrafricana erano iniziati sabato 23 marzo ma le tensioni tra i ribelli e il presidente Bozizé proseguono da diversi anni, anche se solo recentemente la cosa ha suscitato un più forte interessamento della Francia e dell’ONU.

L’indipendenza e i colpi di stato
La Repubblica Centrafricana è un paese di quasi 4 milioni e mezzo di abitanti, e si trova al centro del continente africano: non ha sbocchi sul mare, è ricca di risorse naturali – oro, uranio, diamanti – nonostante sia uno dei paesi più poveri del mondo. Gli abitanti sono per l’80 per cento cristiani di varie confessioni ma il nord del paese è abitato per la maggior parte da musulmani.

La Repubblica Centrafricana conquistò l’indipendenza dalla Francia nel 1960 anche se l’influenza francese, come è successo anche per altre ex-colonie, rimase particolarmente forte nei decenni successivi (ancora oggi vivono nel paese circa 1.200 francesi). Nel 1979, per esempio, l’esercito francese intervenne nel paese per deporre uno dei più feroci dittatori africani, Jean-Bédel Bokassa, che che era al potere dal 1966 e che era accusato di crimini efferati, come il cannibalismo. Dal 1960 nella Repubblica Centrafricana ci furono diversi colpi di stato e rivolte armate, l’ultimo dei quali venne organizzato nel marzo 2003 ai danni dell’ex-presidente Ange-Félix Patassé, che portò al potere proprio Bozizé. Da allora Bozizé è stato eletto due volte alla guida del paese, nel 2005 e nel 2011.

Le forze in campo: i ribelli e gli alleati del presidente
Da quando François Bozizé ha conquistato il potere nel 2003, nel nord della Repubblica Centrafricana si sono concentrate alcune forze ribelli che combattevano il governo centrale di Bangui, e che aspiravano a sostituirsi ad esso. In passato queste fazioni si sono scontrate tra loro, ma dal 2007 si sono uniti nella coalizione “Seleka” (nella lingua locale Sango significa “alleanza”), che comprende diverse fazioni tra cui le 4 principali, note con le loro sigle in francese (UFDR, CPJP, FDPC e CPSK). La coalizione si formò come atto di ribellione nei confronti di Bozizé, accusato di non avere rispettato un accordo di pace siglato nel 2007 tra ribelli e governo, in base al quale i combattenti che avessero deposto le armi avrebbero ricevuto una ricompensa.

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