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  • domenica 24 Marzo 2013

I ribelli centrafricani hanno conquistato la capitale

I Séléka sono entrati a Bangui: più di 250 soldati francesi sorvegliano l'aeroporto, Hollande ha chiesto una riunione di emergenza all'ONU

Questa mattina i ribelli della coalizione Séléka sono entrati nella capitale della Repubblica Centrafricana, Bangui. Secondo alcuni testimoni, sono ancora in corso pesanti scontri, con esplosioni in varie parti della città, mentre i ribelli sarebbero oramai intorno al palazzo presidenziale. Non è chiaro dove si trovi al momento il presidente della repubblica, l’ex generale François Bozizé, che i ribelli hanno dichiarato di voler deporre: secondo Reuters, che riporta fonti vicine al presidente, questi sarebbe fuggito in Congo.

Gli scontri intorno alla capitale sono cominciati ieri. Un numero non ancora precisato di soldati francesi è arrivato nella notte a rinforzare la guarnigione di 250 soldati che sorveglia l’aeroporto. In tutto nella Repubblica Centrafricana vivono poco più di 1.200 francesi, che il governo francese ha invitato a restare a casa senza dare l’ordine di evacuazione. La Francia ha richiesto ieri una riunione di emergenza del Consiglio di di sicurezza delle Nazioni Unite.


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La Repubblica Centrafricana è un paese grande il doppio dell’Italia con una popolazione di circa 4,5 milioni di persone. Gli abitanti sono per l’80% cristiani di varie confessioni. È un’ex colonia francese che ha ottenuto l’indipendenza nel 1960 e da allora ha avuto una storia piuttosto travagliata. Dal 1966 al 1979 il paese è stato governato da uno dei più feroci e bizzarri dittatori africani, Jean-Bédel Bokassa. Ammiratore di Napoleone, accusato di cannibalismo e di numerosi altri crimini contro l’umanità, Bokassa nel 1976 proclamò la nascita dell’Impero Centrafricano e si autonominò imperatore. Nel 1979 venne deposto dall’esercito francese.

Dopo Bokassa si succedettero numerosi altri colpi di stato, fino ad arrivare a quello del generale François Bozizé, nel 2003, che da allora è rimasto il presidente del paese. Bozizé salì al potere nel marzo 2003 con un colpo di stato contro l’ex presidente Ange-Félix Patassé ed iniziò un periodo di governo di transizione. Da allora è stato eletto due volte alla guida del paese, nel 2005 e nel 2011. Contro di lui però, già poco dopo il colpo di stato, si formò una coalizione di varie forze ribelli, l’alleanza Séléka, che con fasi più e meno cruente si è opposta al suo governo. L’ultima offensiva militare dei ribelli è cominciata pochi giorni fa, dopo la rottura dell’ennesima tregua stabilita a gennaio tra i ribelli e il governo.

I Séléka sono formati da varie fazioni e gruppi armati (almeno 4 principali, tutti noti con le loro sigle in francese: UFDR, CPJP, FDPC e CPSK) che si sono uniti in una coalizione, dopo essersi scontrati tra loro anche nel passato recente. Il nome significa appunto “alleanza” nella locale lingua Sango. Combattono contro il presidente François Bozizé accusandolo di non aver onorato un accordo di pace siglato nel 2007 in base al quale i combattenti che avessero deposto le armi avrebbero ricevuto una ricompensa.

La Repubblica Centrafricana è particolarmente ricca di risorse naturali – oro, uranio e diamanti – nonostante sia uno dei paesi più poveri del mondo. L’influenza della Francia (così come i suoi interessi economici) è particolarmente forte anche a distanza di decenni.