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  • giovedì 28 febbraio 2013

John Kerry a Roma

Il nuovo segretario di Stato statunitense incontrerà oggi l'opposizione siriana per discutere un nuovo piano di aiuti - con sistemi "non letali" - contro Assad

Aggiornamento 18.30 – Al termine della riunione ministeriale ristretta sulla Siria, che si è tenuta oggi a Roma, il Segretario di Stato americano, John Kerry, ha detto che gli Stati Uniti daranno all’opposizione siriana 60 milioni di nuovi aiuti in medicine, cibo, equipaggiamento per le comunicazioni e veicoli, ma niente armi. La vera novità rispetto al passato è che questa volta gli aiuti verranno forniti non solo alla popolazione civile, ma anche al Libero Esercito Siriano, una delle opposizioni armate del paese.

Nel comunicato finale di tutti i ministri degli Esteri presenti all’incontro si dice: «Il regime deve fermare immediatamente i bombardamenti indiscriminati contro le aree abitate, perché sono crimini di guerra contro l’umanità e non possono rimanere impuniti». Gli Stati partecipanti si sono impegnati a sostenere concretamente la Coalizione Nazionale Siriana (unica opposizione siriana riconosciuta a livello internazionale), ma non hanno specificato in che forme arriverà questo appoggio.

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Mercoledì 27 febbraio il neo-segretario di Stato americano John Kerry ha raggiunto Roma per partecipare a una riunione ministeriale ristretta sulla Siria organizzata dal ministero degli Esteri italiano. Kerry, che ha ricevuto da poche settimane l’incarico di capo della diplomazia statunitense, ha iniziato un viaggio in Europa che lo ha portato a visitare nei giorni scorsi la Germania, il Regno Unito e la Francia, incontrando i leader dei principali paesi europei tradizionalmente più vicini agli Stati Uniti.

Oggi Kerry, insieme con altri diplomatici che si stanno occupando della crisi siriana, incontra un gruppo di rappresentanti dell’opposizione in Siria, che da quasi due anni si battono contro il regime di Bashar al Assad, accusato di non rispettare i diritti e le libertà fondamentali di chi vive nel paese. La guerra civile ha causato la morte di decine di migliaia di persone, stando alle stime delle Nazioni Unite, e ha reso campi di battaglia alcune delle principali città del paese, dove si susseguono da mesi azioni dei militari di Assad e dei ribelli.

Al suo arrivo a Roma, Kerry ha spiegato che gli Stati Uniti vogliono accelerare il più possibile la fase di transizione politica in Siria, dando sostegno e risorse ai gruppi di opposizione nel paese. In programma c’è un nuovo piano di aiuti e sostegno, che non prevede comunque la consegna di armi e munizioni. L’idea è aiutare gli oppositori a organizzarsi meglio, fornendo loro “sistemi non letali”.

Organizzare l’incontro non è stato semplice perché nei giorni scorsi i rappresentanti delle opposizioni avevano minacciato di non partecipare, in assenza di impegni precisi da parte della comunità internazionale sulla crisi siriana. Stati Uniti e Regno Unito si sono affrettati a confermare la volontà di realizzare un nuovo piano di aiuti, cosa che ha tranquillizzato gli oppositori siriani spingendoli a partecipare all’incontro di giovedì a Roma.

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