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  • venerdì 14 Dicembre 2012

Costa Concordia, a che punto siamo

Il ministro Clini si è detto "preoccupato" per i ritardi del piano di rimozione della nave, che potrebbe restare dov'è ancora un bel po'

Ieri il ministro per l’Ambiente Corrado Clini ha inviato una lettera agli amministratori delegati di Costa Crociere, Pierluigi Foschi e Michael Thamm, al capo del Dipartimento della Protezione Civile, Franco Gabrielli, e al presidente della Toscana, Enrico Rossi, in cui ha detto che è “urgente” un piano per l’ultima fase dei lavori di rimozione della Costa Concordia, che si trova ancora al largo dell’isola del Giglio dopo il naufragio del 13 gennaio 2012.

Il piano per il recupero della Costa Concordia prevede principalmente la stabilizzazione del relitto con sistemi di ancoraggio al fondale, in modo che non scivoli ulteriormente, la costruzione di un fondale metallico artificiale su cui sarà poi “appoggiata” la nave, che infine verrà fatta nuovamente galleggiare grazie a una gabbia di 30 cassoni metallici. Una volta tornata a galleggiare, la Costa Concordia verrà portata al porto per la demolizione.

(Le ultime immagini della Costa Concordia, 12 novembre 2012)

L’unica fase che è stata completata è quella dell’ancoraggio al fondale. È in corso la fase successiva, ovvero la costruzione della struttura metallica di appoggio. Clini ha scritto che i ritardi nei lavori sono motivo di “preoccupazione”, ma uno dei dubbi principali che rimangono ancora è quello del porto in cui la Concordia verrà lentamente trainata una volta che tornerà a galleggiare.

Clini ha detto che la cosa migliore è portarla nel porto di Piombino, il più vicino, che dista 38 miglia nautiche (le altre alternative erano Livorno e Carrara). Il presidente della Toscana Enrico Rossi, rispondendo alla lettera di Clini, ha detto di essere d’accordo, ma a Piombino dovranno essere fatti grandi lavori di adeguamento per permettere alle strutture di accogliere l’enorme relitto della nave da crociera. Il passaggio che ancora manca è che Costa Crociere confermi il porto in cui sarà smantellata la nave.

(Come sarà rimossa la Costa Concordia)

Le fasi del progetto e altro materiale informativo si trovano sul sito The Parbuckling Project, curato da Costa Concordia e dal consorzio Titan–Micoperi che si occupa della rimozione. Un altro sito interessante per i dati che mette a disposizione è quello di Remocean, un progetto commissionato dalla regione Toscana che monitora altezza e direzione delle onde e delle correnti marine intorno al relitto. La mappa dei dati in tempo reale per la Costa Concordia è disponibile qui.

Il costo di tutta l’operazione supera i 300 milioni di euro, secondo quanto ha detto il presidente e amministratore delegato di Costa Crociere Luigi Foschi. I lavori, che occupano complessivamente circa 400 persone, sono iniziati a fine maggio e il tempo previsto era inizialmente di un anno: ma le operazioni hanno già accumulato ritardi per diverse settimane ed è possibile che il relitto rimanga al largo del Giglio anche per tutta la prossima estate.

Le analisi ambientali sono disponibili e aggiornate sul sito dell’ARPAT (l’agenzia regionale per l’ambiente della Toscana): gli ultimi risultati sono stati pubblicati il 7 dicembre e parlano di “idrocarburi, solventi e tensioattivi inferiori ai limiti di rilevabilità analitica” e di “leggera ma diffusa alterazione dei parametri microbiologici”.

Dal punto di vista processuale, invece, ci sono stati pochi sviluppi rilevanti: la settimana scorsa uno dei quattro avvocati che assistono il comandante della Concordia Francesco Schettino, Bruno Leporatti, ha rinunciato all’incarico. Schettino – licenziato per giusta causa da Costa Crociere a fine luglio – è accusato di essere il principale responsabile del disastro.

Foto: AP Photo/Gregorio Borgia