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  • giovedì 29 Novembre 2012

Oggi la nuova Costituzione egiziana

L'Assemblea Costituzionale, controllata dai partiti islamici, ha velocizzato i lavori e li concluderà con largo anticipo, mentre continuano le proteste contro Morsi

L’Assemblea Costituzionale egiziana si è riunita oggi e ha annunciato che concluderà con largo anticipo il processo di redazione di una nuova Costituzione del paese, che dovrà poi essere approvata da un referendum, mentre decine di membri dell’Assemblea si sono dimessi e nel paese si stanno tenendo proteste contro il presidente egiziano Muhammad Morsi.

Il 22 novembre Morsi aveva annunciato che all’Assemblea sarebbero stati dati altri due mesi per completare i lavori (fino al prossimo febbraio), nel tentativo di trovare una mediazione tra le forze politiche liberali e cristiane da una parte e i partiti islamici dall’altra. Di questi ultimi fanno parte i salafiti di Nour e i Fratelli Musulmani a cui è vicino lo stesso Morsi.

Ma la contemporanea decisione di attribuirsi maggiori poteri fino all’approvazione definitiva della Costituzione ha causato grandi proteste nel paese e un veloce evolversi della situazione: ieri il segretario generale dell’Assemblea Costituzionale, Amr Darrag, membro del partito Libertà e Giustizia (ovvero il partito dei Fratelli Musulmani) ha annunciato a sorpresa per oggi il voto finale.

La seduta dell’Assemblea Costituzionale si tiene alla sede del Consiglio della Shūra, la camera alta del parlamento egiziano: la bozza definitiva della Costituzione verrà poi mandata al presidente della Repubblica e dovrà essere approvata in un referendum popolare, probabilmente entro le prossime due-tre settimane. L’Assemblea Costituzionale ha oggi solo 85 membri, invece dei 100 previsti inizialmente. Molti rappresentanti dei partiti più liberali e legati alla confessione cristiana la hanno abbandonata nelle ultime settimane: solo 11 sono stati sostituiti, principalmente con rappresentanti dei Fratelli Musulmani e del partito salafita Nour.

Negli ultimi giorni il processo di stesura della Costituzione si è velocizzato molto. Tra sabato scorso e oggi, in lunghe sessioni di lavoro che sono durate fino a dieci ore, sono stati discussi 50 articoli (sui 230 complessivi), che riguardano anche temi molto delicati come i poteri del presidente e quello giudiziario, la libertà di stampa e il ruolo dei militari. Ieri sera, riporta il quotidiano egiziano Ahram, l’Assemblea ha aggiunto alla bozza costituzionale un articolo che dà al Consiglio della Shūra – dominata dai partiti islamici – il potere di legiferare fino all’elezione di una nuova camera bassa, una decisione molto controversa che potrebbe causare nuove proteste.

Intanto, nel centro del Cairo continuano grandi proteste intorno a piazza Tahrir. Ieri mattina, nel corso di una manifestazione contro i maggiori poteri che si è attribuito Morsi, la polizia ha lanciato lacrimogeni per disperdere i partecipanti, centinaia dei quali hanno passato la notte tra ieri e oggi nella piazza. L’occupazione della piazza sta continuando oggi per il sesto giorno, anche la situazione sembra relativamente tranquilla: le proteste saranno probabilmente molto più partecipate domani, venerdì, il tradizionale giorno delle manifestazioni nei paesi arabi. In risposta, i Fratelli Musulmani e i gruppi vicini hanno annunciato manifestazioni di supporto a Morsi in tutto il paese per sabato prossimo.

L’attuale bozza della Costituzione è stata molto criticata dai partiti liberali e cristiani e da alcuni attivisti per i diritti umani, in particolare per quanto riguarda la protezione dei diritti femminili, il ruolo della religione nello Stato e quello dell’esercito, che ha oggi un ruolo politico ed economico importantissimo nel paese.