• Cultura
  • giovedì 29 Novembre 2012

15 quadri di George Bellows

Al Metropolitan Museum di New York è in corso una retrospettiva dedicata al pittore americano

Al Metropolitan Museum of Art (Met) di New York è in corso una retrospettiva dedicata al pittore statunitense George Bellows. Dal 15 novembre sono esposti circa cento dipinti che ne raccontano la vita e l’evoluzione artistica, facendo emergere un personaggio poco conosciuto ma fondamentale per l’arte americana di inizio secolo. Il Met propone anche attività collegate alla mostra, tra cui visite guidate e conferenze.

George Bellows nacque a Columbus, in Ohio, nel 1882. Frequentò l’università dell’Ohio dove giocò nelle squadre locali di basket e baseball, tanto che molti gli consigliarono di diventare giocatore professionista. Nel 1904 però si trasferì a New York per studiare arte e aprì un suo studio a Broadway ne 1906. Iniziò ad acquistare una certa fama due anni dopo. Usando diverse tecniche, dalla litografia al disegno alla pittura a olio, Bellows ha ritratto i paesaggi e le situazioni che lo circondano, gli Stati Uniti e in particolare New York. A tratti i suoi quadri ricordano opere europee per il forte realismo e l’attenzione ai temi sociali e presentano toni espressionisti nel dipingere la società di allora, fatta di azione, città, caos, movimento. I quadri raccontano paesaggi e persone, in particolare la città con le sue contraddizioni, gli abitanti grossolani, la gente, le posture, gli atteggiamenti.

Il movimento è un aspetto centrale nella pittura di Bellows. In particolare nella serie dedicata al pugilato, Bellows traccia pennellate a colpi netti per indicare spostamenti repentini ed energetici. Nel dipinto Stag at Sharkey’s, del 1909, racconta un incontro di pugilato, conosciuto nell’ambiente come Stag, tenuto presso un club privato. I pugili sono disposti in una composizione a piramide che ricorda una scultura classica. La forza della loro azione è rappresentata dalla massa di muscoli dei pugili e dall’uso di un tratto di pittura non netto, al contrario degli  spettatori che sono riportati in dettaglio e che rappresentano una vasta gamma di tipi sociali: dall’impiegato d’ufficio in cravatta al lavoratore in maniche di camicia. Anche nei soggetti più personali – come i paesaggi del Maine dove andava in vacanza, la sua famiglia e gli ambienti domestici – tutti i  lavori di Bellows presentano una spiccata centralità dell’azione. Bellows morì di peritonite nel 1925, a 42 anni.