• Mondo
  • giovedì 22 Novembre 2012

Le proteste contro Tonio Borg

Il nuovo Commissario europeo per la salute è un convinto anti-abortista, contrario ai diritti dei gay e al divorzio, e ci sono parecchie polemiche

Ieri il Parlamento europeo ha approvato la nomina del maltese Tonio Borg a Commissario europeo per la salute e la tutela dei consumatori. La nomina ha generato molte polemiche per via delle posizioni estremiste di Borg, cattolico praticante, convinto anti-abortista e contrario al divorzio e all’allargamento di determinati diritti civili a gay e coppie di fatto (omosessuali e non). Borg è stato eletto con 386 voti a favore, 281 contrari e 28 astenuti ed è stato sostenuto dal Partito popolare europeo, il principale gruppo politico del parlamento, l’ECR (Gruppo dei conservatori e riformisti europei) e dal presidente delle Commissione, José Manuel Barroso, anche lui del PPE. Per l’esito della votazione è stato determinante anche l’appoggio di alcuni europarlamentari socialdemocratici.

Borg ha preso il posto del suo connazionale John Dalli, dimessosi in seguito all’apertura di un’indagine dell’Ufficio anti frode dell’Unione Europea (OLAF) su un presunto caso di corruzione. John Dalli avrebbe tentato, secondo l’accusa, di influenzare la legislazione europea sul tabacco: in base all’articolo 246 del Trattato dell’UE spettava nuovamente a Malta designare un nuovo commissario.

Tonio Borg è un esponente del partito nazionalista maltese ed è stato più volte ministro e vice primo ministro. Tra il 1990 e il 1995 è stato membro del Comitato europeo per la prevenzione della tortura. Come ministro dell’interno e della giustizia del governo maltese, Borg è stato fra i responsabili e i fautori della politica di detenzione per gli immigrati irregolari e i richiedenti asilo. Nel luglio 2010 Malta venne condannata dalla Corte europea dei diritti dell’uomo per questa politica e fu fortemente criticata da ONG e organismi internazionali tra cui Human Rights Watch e l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati.

Negli ultimi anni Borg ha promosso l’inserimento nella Costituzione maltese del divieto d’aborto, già previsto dal codice penale. Nel 2010 presentò una proposta di legge, poi bocciata, per proibire alle donne incinte di lasciare il Paese per abortire all’estero. Malta è oggi uno dei pochi paesi in cui l’interruzione di gravidanza non è consentita nemmeno in caso di rischio di vita per la madre. Borg si è opposto inoltre alla legge sul divorzio,  diventato legale a Malta solo nel 2011 in seguito a una consultazione referendaria.

(L’Irlanda e l’aborto)

La candidatura avanzata da Malta dopo le dimissioni di Dalli era stata fortemente contestata da diversi organi e associazioni, tra cui Amnesty International. Lo scorso 13 novembre Borg ha dovuto affrontare l’audizione ufficiale di fronte agli eurodeputati di tre diverse commissioni: Sanità e Ambiente, Mercato e protezione dei consumatori e Agricoltura e sviluppo rurale. Interpellato in merito alle sue posizioni antiabortiste, Borg ha spiegato di essere cattolico e di essere contrario all’aborto, specificando però che “la legislazione sull’interruzione di gravidanza è di stretta competenza degli Stati membri, questo dicono i trattati UE, e io non posso che rispettarli. In queste materie alla Commissione Europea è vietato interferire con gli stati membri”. In sostanza, Borg ha risposto a tutte le domande dicendo che farà rispettare il diritto comunitario e che le sue convinzioni personali non interferiranno col suo ruolo di Commissario, convincendo in questo modo le commissioni, nonostante i dubbi su certe sue posizioni personali.

Il caso Borg ricorda lontanamente quanto accadde nel 2004 dopo la nomina a commissario di Rocco Buttiglione, poi respinta dal Parlamento europeo dopo che durante l’audizione finale aveva detto di considerare l’omosessualità un peccato.

foto: JOHN THYS/AFP/Getty Images