• Italia
  • mercoledì 31 Ottobre 2012

Il governo ha approvato le nuove province

E ha pubblicato una mappa che mostra gli accorpamenti, che entreranno in vigore tra poco più di un anno

Oggi il governo ha approvato il decreto legge di riforma delle province italiane, che saranno ridotte a 51. Il governo ha pubblicato anche una mappa delle nuove suddivisioni territoriali italiane. La riforma non riguarda le regioni a statuto speciale. A partire dal prossimo anno inizierà una fase di transizione: il primo gennaio 2013 saranno aboliti i consigli provinciali, mentre a fine 2013 dovrebbero tenersi le nuove elezioni dei rappresentanti nelle nuove province.

Attualmente l’Italia ha 110 province – 86 nelle regioni interessate dal decreto – che con il riordino diventeranno 75: 51 nelle regioni a statuto ordinario più le 24 delle regioni a statuto speciale (in cui il riordino è stato rimandato di alcuni mesi, ha detto il ministro Patroni Griffi).

La questione di un riordino, di un accorpamento o addirittura di una cancellazione totale delle province tornava nel dibattito politico italiano da diversi anni, ben prima che si insediasse il governo Monti. A luglio scorso, il Consiglio dei ministri aveva approvato criteri e tempistica indicativa delle modifiche, prevedendo che le nuove province insieme con le “città metropolitane” – una suddivisione amministrativa prevista dalla Costituzione ma finora inesistente – sarebbero entrate in vigore il primo gennaio 2014.

Piemonte
Torino, Asti-Alessandria, Cuneo, Novara-Verbano-Cusio-Ossola, Biella-Vercelli

Liguria
Genova, Imperia-Savona, La Spezia

Lombardia
Milano-Monza-Brianza, Brescia, Mantova-Cremona-Lodi, Varese-Como-Lecco, Sondrio, Bergamo, Pavia

Veneto
Verona-Rovigo, Vicenza, Padova-Treviso, Belluno, Venezia

Emilia-Romagna
Piacenza-Parma; Reggio Emilia-Modena, Bologna, Ferrara, Ravenna-Forlì-Cesena-Rimini

Toscana
Firenze-Pistoia-Prato, Arezzo, Siena-Grosseto, Massa Carrara-Lucca-Pisa-Livorno

Marche
Ancona, Pesaro-Urbino, Macerata-Fermo-Ascoli Piceno

Umbria
Perugia-Terni

Lazio
Roma, Viterbo-Rieti, Latina-Frosinone

Molise
Campobasso-Isernia

Abruzzo
L’Aquila-Teramo, Pescara-Chieti

Campania
Napoli, Caserta, Benevento-Avellino, Salerno

Puglia
Bari, Foggia-Andria-Barletta-Trani, Taranto-Brindisi, Lecce

Basilicata
Potenza-Matera

Calabria
Cosenza, Crotone-Catanzaro-Vibo Valentia, Reggio Calabria.

La questione delle province, in 5 punti

Foto: LaPresse