E chi è Nencini?

Lo vediamo da giorni accanto a Bersani e Vendola: da dove viene? E che cosa ha a che fare il suo PSI con il PSI della Prima repubblica?

Il 13 ottobre il Partito Democratico, Sinistra Ecologia Libertà e il Partito Socialista Italiano hanno presentato a Roma le regole delle primarie del centrosinistra e hanno sottoscritto un documento politico intitolato “Carta d’Intenti per l’Italia bene comune” che forma la base della loro coalizione elettorale. Il testo è stato presentato da Pierluigi Bersani, Nichi Vendola e Riccardo Nencini: la cui storia politica, rispetto a quella dei primi due, è forse meno conosciuta.

Riccardo Nencini è nato il 19 ottobre 1959 a Barberino di Mugello, in provincia di Firenze. Dal luglio del 2008 è segretario nazionale del Partito Socialista Italiano e dal 2010 è assessore al Bilancio e rapporti istituzionali della regione Toscana nella giunta di Enrico Rossi. La sua carriera politica è iniziata a Firenze, dove è stato consigliere comunale e capogruppo del PSI dal 1990 al 1995. Durante l’XI legislatura, la più breve della storia della Repubblica Italiana, quella del primo governo Amato e del governo Ciampi dall’aprile 1992 all’aprile 1994, è stato deputato al Parlamento.

Dal 1994 al 1999 è stato al Parlamento europeo, eletto nelle liste del Partito Socialista Italiano. A Strasburgo è stato vicepresidente del Comitato per le politiche mediterranee, capo delegazione dei Socialisti italiani, membro del bureau “Esteri” dell’Internazionale socialista. Dal 2000 al 2010 è stato presidente del Consiglio regionale della Toscana, ricoprendo nel frattempo molti altri incarichi (coordinatore della Conferenza dei Presidenti dei consigli regionali e delle Province autonome, presidente della Conferenza delle assemblee legislative regionali europee, coordinatore della Carta delle Regioni e del Comitato scientifico dell’Unione consoli onorari in Italia).

Il 5 luglio del 2008, durante il Congresso nazionale del Partito Socialista, è stato eletto all’unanimità segretario nazionale. È stato riconfermato l’11 luglio del 2010, con appena 11 voti contrari su 649 dell’organo di partito che lo ha votato. Nel frattempo il partito aveva ripreso il nome di Partito Socialista Italiano. Nella sua biografia, Nencini racconta di avere anche scritto “saggi e romanzi storici”, per i quali ha vinto alcuni premi letterari.  Uno dei testi a cui ha collaborato si intitola “Storia illustrata del ciclismo”: e suo zio era il celebre ciclista Gastone Nencini, che negli anni Cinquanta vinse il Giro d’Italia e il Tour de France.

La storia di Nencini ne richiama un’altra, altrettanto poco nota: quella riguardo che cosa è, oggi, il Partito Socialista Italiano.

Il partito socialista in Italia
Il Partito Socialista Italiano (PSI) fu fondato a Genova nel 1892 da Filippo Turati, Claudio Treves e Leonida Bissolati, ha attraversato molte scissioni e periodi di alterne fortune, esprimendo un presidente del Consiglio durante la Prima repubblica con l’esponente più noto e importante della sua storia recente – Bettino Craxi – e sciogliendosi il 13 novembre del 1994, dopo gli scandali di Tangentopoli.

Dopo lo scioglimento nacquero diverse formazioni socialiste, tra le quali quella dei Socialisti Democratici Italiani di Enrico Boselli. Su sua iniziativa nell’aprile del 2007, dopo anni di alleanze e confluenze con i Verdi prima e con i Radicali poi, a Fiuggi iniziò il processo che portò alla nascita del Partito Socialista (PS). Alle elezioni politiche dell’aprile 2008 il PS ottenne solo lo 0,9 per cento dei consensi: per la prima volta nella storia della repubblica i socialisti non entrarono in Parlamento. Il risultato elettorale portò alle dimissioni di Enrico Boselli e nel successivo congresso venne eletto segretario Riccardo Nencini. Il 7 ottobre 2009 la direzione del partito, su proposta di Riccardo Nencini, prese la decisione di tornare al nome originario di Partito Socialista Italiano.

Foto: Riccardo Nencini alla presentazione della “Carta d’intenti per il bene comune”,
Roma 13 ottobre 2012 (Roberto Monaldo / LaPresse)

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