L’interrogazione su De Gennaro

Il deputato PD Andrea Sarubbi chiede a Monti perché il capo della polizia ai tempi della Diaz è ancora sottosegretario, una posizione che trova «indifendibile»

Il deputato del Partito Democratico Andrea Sarubbi ha presentato un’interrogazione al presidente del Consiglio Mario Monti sulla presenza di Gianni De Gennaro nel governo (da maggio 2012 è sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri). Pochi giorni fa sono state infatti pubblicate le motivazioni delle sentenze di condanna per i fatti della scuola Diaz, durante il G8 di Genova: i giudici hanno scritto che un ruolo determinante nel decidere l’azione venne dall’«esortazione» di De Gennaro, allora capo della Polizia, a fare arresti per riscattare l’immagine della polizia. De Gennaro non è stato condannato per nessun reato, ma il suo incarico è, secondo Sarubbi, «indifendibile».

Ho aspettato la sentenza di primo grado, poi l’appello, poi la Cassazione. E per essere proprio sicuro, vista la delicatezza dell’argomento, ho pure aspettato le motivazioni della sentenza. Ma ora non ci sono più motivi, almeno da parte mia, per non chiedere a Monti una risposta ufficiale sulla permanenza di Giovanni De Gennaro al governo: pur non avendo nulla contro la sua persona – e non sottovalutando il servizio fondamentale da lui reso allo Stato in altri frangenti – la presenza oggi a Palazzo Chigi dell’uomo che mise in moto il pestaggio della Diaz e che non ha mai preso le distanze dalla macelleria messicana mi pare indifendibile. Sono certo che il presidente del Consiglio, dopo aver riletto le motivazioni della sentenza 38085/2012, saprà dare una risposta rapida ed esaustiva alla mia interrogazione, a cui il collega Furio Colombo ha voluto unire la propria firma. Non è a me, umile deputato, che il presidente Monti deve rispondere, ma ai milioni di italiani che si fanno la stessa domanda.

SARUBBI, COLOMBO Al presidente del Consiglio. Per sapere – premesso che:
la Corte di Cassazione, con sentenza 38085 del 5 luglio 2012, ha definitivamente accertato i fatti relativi al blitz effettuato presso la scuola Diaz di Genova nella sera del 21 luglio 2001, confermando la condanna di diversi alti funzionari del Viminale nel frattempo decaduti dai loro incarichi a causa dell’interdizione dai pubblici uffici sancita dai giudici;

secondo le motivazioni della sentenza recentemente pubblicate, l’incursione – effettuata a G8 ormai concluso e con “caratteristiche denotanti un assetto militare” – nacque dall’esortazione rivolta dall’allora capo della Polizia, prefetto Giovanni De Gennaro, “ad eseguire arresti, anche per riscattare l’immagine della Polizia dalle accuse di inerzia”; tale obiettivo, scrivono i giudici, finì “con l’avere il sopravvento rispetto alla verifica del buon esito dell’operazione stessa”;

(continua a leggere sul blog di Andrea Sarubbi)

Le motivazioni della sentenza sulla Diaz, 3 ottobre 2012
“Il diavolo, probabilmente”, Gianni De Gennaro e il processo per le violenze alla scuola Diaz, raccontati nel libro di Marco Imarisio “La ferita”
Un paese solidale, di Luca Sofri

Foto: Roberto Monaldo / LaPresse

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