• Cultura
  • mercoledì 26 Settembre 2012

Due sviste, e ora finiamola

Valerio Magrelli spiega perché è d'accordo con la lettera di solidarietà a Ostuni, cui Carofiglio ha fatto causa per alcune critiche molto dure, e invita i due a concludere il duello

Oggi su Repubblica Valerio Magrelli aggiunge alcune considerazioni alla vicenda dello scrittore e senatore del PD Gianrico Carofiglio, che ha fatto causa in sede civile a Vincenzo Ostuni in seguito a una serie di dure critiche sul suo conto (“scribacchino”, “mestierante”) pubblicate da quest’ultimo sulla propria pagina Facebook. La storia è legata al premio Strega 2012, vinto da Alessandro Piperno, e al quale Carofiglio si è posizionato terzo alle spalle di Emanuele Trevi, il cui libro è stato pubblicato da Ponte alle Grazie, che ha come editor Ostuni. Un gruppo, che conta ormai quasi cento scrittori, ha reagito all’iniziativa legale di Carofiglio firmando una lettera di solidarietà a Ostuni che sta facendo molto discutere. Magrelli oggi spiega perché ha senso sostenere il documento e prova anche a ricostruire le ragioni di tanto risentimento tra i due personaggi, citando qualche esempio dal passato. Suggerisce poi a entrambi di concludere il duello “con il reciproco riconoscimento di due sviste”.

Conosco e stimo Gianrico Carofiglio, ma non sono d’accordo con la sua scelta. Tutto è cominciato dopo il Premio Strega. In quell’occasione, nelle vesti di editor di un libro sconfitto (Qualcosa di scritto, di Emanuele Trevi, Ponte alle Grazie), Vincenzo Ostuni ha violentemente stroncato Carofiglio (Il silenzio dell’onda, Rizzoli), che ha risposto con una causa civile.

E con la richiesta di un risarcimento da 50 mila euro. La reazione non si è fatta attendere, con una lettera di solidarietà a Ostuni firmata da un centinaio di scrittori (tra gli ultimi Zizek, Vattimo e Emma Dante), e una manifestazione che si terrà oggi alle 11 davanti al commissariato di Piazza del Collegio Romano a Roma (dove Gadda ambientò parte del suo
Pasticciaccio).

Così, adesso come adesso, il narratore Carofiglio, magistrato e esponente del Pd, appare solo contro tutti. Non è una bella situazione per nessuno. Se già avevo simpatia per lui, ora ne ho ancora di più. E tuttavia condivido le ragioni di chi lo contesta. Perché? Perché questa è probabilmente la prima volta (tranne forse qualche eccezione di scarso rilievo) che uno scrittore italiano ricorre alla magistratura contro un collega per far sanzionare dalla legge un giudizio critico sfavorevole. Anche chi non si sente d’accordo con il parere di Ostuni (deontologicamente inaccettabile rispetto al suo ruolo di “parte in gioco” in un premio letterario) deve ammettere che la scelta di Carofiglio costituisce un precedente estremamente pericoloso.

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