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  • venerdì 14 Settembre 2012

Internazionale a Ferrara (col Post)

Le cose più interessanti nel ricco programma della festa che comincia tra tre settimane, compresi noi

Giovanni De Mauro, il peraltro direttore di Internazionale, ha presentato giovedì a Roma la sesta edizione del Festival di Internazionale, che inizierà a Ferrara il 5 ottobre con il consueto ricco e unico programma di incontri e dibattiti e proseguirà per tutto il weekend. Il tema centrale di quest’anno anno è la crisi, non quella che fa dire frasi rituali e vuote o preoccupare il mondo, ma quella che fa cambiare le cose. L’idea del Festival è quella di sempre: creare un evento che si possa sfogliare come un numero di Internazionale. Di cui i lettori del Post conoscono la qualità e la sintonia con molti temi e approcci del Post stesso (che sarà a Ferrara, ci arriviamo). Se ancora non bastasse a convincervi che questa è una gran opportunità di sentirsi raccontare delle belle storie, un po’ di numeri: 171 ospiti , 38 paesi e 44 testate da tutto il mondo per 115 incontri, 9 workshop e 46 eventi collaterali. Nell’anno del terremoto in Emilia Romagna Internazionale sostiene poi il «Fondo ricostruiamo Ferrara per la cultura» per il restauro e la messa in sicurezza degli edifici storici e culturali della città.

Proprio come l’anno scorso, anche la redazione del Post parteciperà al Festival con “Il Tg del Post” creato per raccontare che cosa sarà successo nel mondo venerdì e sabato mentre le persone passavano la giornata tra gli eventi e le file per gli eventi (e il semplice girare felici e ammirati per la città). Se ne occuperà Luca Sofri, il peraltro direttore del Post, con la redazione e complici ospiti. L’appuntamento è al Chiostro piccolo di san Paolo alle 19 venerdì e alle 19,30 sabato.

Tra gli incontri consigliati dal Post venerdì 5 ottobre, primo giorno del Festival, alle 11 al Cortile del Castello ci sono David Carr, esperto commentatore ddi media e cultura sul New York Times, lo scrittore Philip Gourevitch (collaboratore tra l’altro del The New Yorker) e Jo Ann Wypijewski di The Nation, intervistati da Anna Maria Giordano. Alle 14 al Teatro Comunale c’è il dibattito “Cosa succede a Damasco” con Salam Kawakibi, Arab Reform Initiative e Jon Lee Anderson, The New Yorker, con l’introduzione di Marc Saghie di Courrier International.

Alle 14,30 Luca Sofri conduce e modera “Me l’ha detto l’uccellino”, sul difficile rapporto di odio-amore tra Twitter e il mondo del giornalismo: con Sultan Al Qassemi, giornalista degli Emirati Arabi Uniti e grande raccontatore online delle notizie dell’ultimo anno, il giornalista britannico Lee Marshall, Marina Petrillo di Radio popolare e David Randall, giornalista dell’Independent e autore fisso di Internazionale.
Alla sera alle 21.30 il Cinema Apollo trasmetterà Professione reporter di Michelangelo Antonioni con l’introduzione di Dominique Païni, ex direttore della Cinémathèque française.

Una newsletter sul dannato futuro dei giornali

– Le copertine di Internazionale

Sabato 6 ottobre Giulia Zoli di Internazionale intervista il giornalista e scrittore statunitense Philip Gourevitch. Alle 14 al Cinema Apollo “La bolla del calcio”, un incontro “sul fallimento dello sport più popolare del mondo” con l’introduzione di Gabriele Romagnoli. Ospiti Jean Jacques Gouguet, professore di diritto ed economia dello sport all’Université de Limoges, Simon Kuper, Financial Times e John Foot, storico britannico (ma anche esperto di calcio e dell’Italia).

Catherine Cornet di Internazionale presenterà alle 18.30 al Cinema Apollo “Gli emiri giocano a Risiko, le monarchie arabe tra soft power e controrivoluzione”, ancora con Sultan Al Qassemi e con Maryam Al Khawaja del Bahrain center for human rights.
Alle 19 nel cortile del Castello “Giovani contro vecchi. I figli del baby boom hanno rubato il futuro alle nuove generazioni?” con Laurie Penny nelle vesti del pubblico ministero e David Randall che sarà l’avvocato della difesa. Il pubblico farà da giuria.

In questi Post (dove si parla della nascita del Post, e di Internazionale)

Domenica 7 ottobre, il terzo e purtroppo ultimo giorno del Festival, alle 11.30 al Teatro comunale “Tutto su mia madre”, un dibattito su scrittura pubblica e dolore privato condotto da Daria Bignardi (autrice tra l’altro di “Non vi lascerò orfani”) con David Rieff, giornalista statunitense autore di “Senza consolazione” (e orfano di Susan Sontag) e Massimo Gramellini della Stampa, autore di “Fai bei sogni”.
Alle 12 alla Sala Estense in memoria della giornalista russa Anna Politkovskaja, “Quaderni russi” con il disegnatore italiano Igort, Galia Ackerman, scrittrice e traduttrice russa e Goffredo Fofi, scrittore, critico e rubrichista di Internazionale.

Alle 14 al Teatro comunale c’è “Lo stato dell’Unione a vignette” con Stefania Mascetti di Internazionale, Thierry Vissol consigliere speciale di media e comunicazione della Commissione europea e Marco Zatterin, La Stampa con Makkox del Post, Mauro Biani, Tom Janssen e Nicolas Vadot che realizzeranno vignette dal vivo. E la chiusura è al Teatro comunale alle 16.30 con il dibattito sul possibile futuro dell’informazione “Fermate le rotative!” con David Carr, giornalista del New York Times e Alan Rusbridger, direttore del Guardian presentati da Giovanni De Mauro con Marino Sinibaldi di Radio3.

Ci vediamo là.