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  • mercoledì 8 Agosto 2012

Lo psicodramma canadese sul calcio femminile

La rocambolesca sconfitta per 4-3 contro gli Stati Uniti ha generato polemiche, accuse e timori di ritorsioni

La semifinale del torneo olimpico di calcio femminile tra Canada e Stati Uniti ha causato una sorta di dramma nazionale in Canada, dopo la sconfitta per 4-3 in una partita accusata di essere viziata da gravi errori arbitrali, lunedì scorso allo stadio Old Trafford di Manchester.

Al 73′, Christine Sinclair, una delle giocatrici migliori della formazione canadese, ha segnato il 3-2, solo tre minuti dopo il 2-2 degli Stati Uniti. Era il terzo gol di Sinclair. Ma l’attaccante degli Stati Uniti Abby Wambach ha pareggiato su rigore all’80esimo, e al 123esimo minuto dei supplementari, in abbondante recupero, gli Stati Uniti sono passati in vantaggio – per la prima volta in tutta la partita – con un gol di Alex Morgan, che ha chiuso il punteggio sul 4-3.

(Il calcio delle ragazze)

La vittoria ha garantito la finale agli Stati Uniti, che giocherà contro il Giappone domani sera, e sarà probabilmente una partita interessante, dato che il Giappone ha vinto a sorpresa gli ultimi mondiali in Germania, lo scorso anno, mentre la nazionale degli Stati Uniti ha dominato a lungo le competizioni internazionali.

(Homare Sawa, la centrocampista che ha dato popolarità al calcio femminile giapponese)

Ma intanto la partita ha causato una specie di dramma nazionale in Canada, dove occupa da due giorni le prime pagine dei quotidiani e le aperture dei siti di news. Il problema principale di cui si è discusso, e che è stato risolto solo nelle ultime ore, è quello di eventuali sanzioni contro Christine Sinclair, che hanno rischiato di far perdere alla giocatrice la finale per il bronzo (anche questa in programma domani). Dopo la partita, infatti, Sinclair ha fatto dichiarazioni molto dure contro l’arbitro, avviando un’indagine della FIFA.

In effetti, l’arbitro norvegese Christiana Pedersen è stata responsabile di alcune scelte discutibili. La principale è quella che ha portato al 3-3 degli Stati Uniti: Pedersen ha fischiato una punizione di seconda in area perché il portiere canadese McLeod ha tenuto il pallone in mano più di sei secondi, prima di rimetterlo in gioco, una violazione del regolamento che non viene fischiata praticamente mai nelle partite professionistiche. Sulla punizione la palla è finita sul braccio di un difensore canadese e gli Stati Uniti hanno ottenuto il calcio di rigore del 3-3.

Subito dopo la partita, l’autrice della tripletta Sinclair ha detto: «È una vergogna che in una partita come quella, che era così importante, l’arbitro abbia deciso il risultato prima ancora dell’inizio». Il suo punto di vista sembra essere condiviso da diversi commentatori canadesi. Un’altra giocatrice, Melissa Tancredi, ha ammesso di aver detto all’arbitro: «Spero che tu riesca a dormire stanotte e che ti metta la maglia degli Stati Uniti, perché oggi hai giocato per loro».

Il giorno successivo, la Commissione disciplinare della FIFA ha annunciato che erano in corso indagini sulle dichiarazioni che erano state fatte dopo la partita: nel pomeriggio di oggi è stato annunciato che non saranno prese decisioni prima della partita per il bronzo tra Canada e Francia.

foto: Stanley Chou/Getty Images