Che cosa c’entra lo spread con Marchionne e Volkswagen?

C'entra: Volkswagen si finanzia a costi molto più bassi dei suoi concorrenti (e ha avuto soldi in prestito dalla BCE)

L’amministratore delegato di FIAT Sergio Marchionne, in un’intervista all’International Herald Tribune, ha accusato la Volksawagen di praticare sconti che stanno danneggiando il mercato. Benché secondo una ricerca le due case automobilistiche più aggressive sugli sconti siano proprio FIAT e Opel, Marchionne non è il solo ad aver fatto delle critiche alle politiche di prezzi della Volkswagen. Questo perché il problema non ha solo a che fare con gli sconti ma con delle caratteristiche più profonde dell’azienda – e dell’economia – tedesca.

Non è la prima volta che Marchionne si scontra con Volskwagen. A marzo Marchionne aveva chiesto all’Unione Europea un piano per ridurre la capacità produttiva di automobili in Europa, richiesta che Marchionne ha riproposto anche nell’intervista al Tribune. L’idea, in sostanza, è chiudere degli impianti e varare un piano di incentivi economici per i licenziati. L’industria automobilistica europea, infatti, al momento lavora circa al 65 per cento delle sue capacità. L’idea di ridurre la produzione non piace a Volkswagen, l’unica casa automobilistica in Europa che continua a vendere bene e che avrebbe meno da guadagnare da una riduzione generale della produzione (nei primi sei mesi del 2012 Volkswagen ha aumentato la sua quota di mercato in Europa di quasi l’uno per cento).

Volkswagen riesce ad avere conti positivi non soltanto per la qualità delle sue automobili, ma anche grazie al fatto che si può finanziare a costi bassissimi. Qui entra in gioco lo spread. Le banche tedesche che finanziano Volkswagen, infatti, hanno nei loro libri contabili molti titoli di stato tedeschi che il mercato ritiene sicuri. Quando questi titoli di stato vengono usati come garanzia dalla banca per ottenere prestiti, l’interesse che viene chiesto dalla banca è molto basso. A sua volta la banca, quando presta i soldi a Volkswagen, può chiedere un’interesse molto basso. Questo rappresenta un vantaggio anche per l’acquirente dell’automobile, che ottiene da Volkswagen un finanziamento a un tasso molto più basso di quello che può offrire la FIAT.

Non solo: Volkswagen possiede un finanziaria con licenza bancaria. In altre parole possiede una banca. Come tutte le altre finanziarie, anche questa banca ha avuto accesso al Long Term Refinancig Operation (LTRO), la gigantesca operazione di finanziamento del sistema bancario fatta dalla Banca Centrale Europea a febbraio. Anche altre aziende automobilistiche, come Renault e Peugeot, hanno preso denaro in prestito dal LTRO. La FIAT invece si è separata dalla sua finanziaria nel 2004, durante la crisi che precedette l’arrivo di Marchionne.

foto: Andrea Baldo/AFP/Getty Images

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