Chiamate il 999!

Nel luglio del 1937, a Londra, venne istituito il primo numero unico per le emergenze: nella prima settimana arrivarono un sacco di chiamate, incluso un centinaio di scherzi telefonici

Il 30 giugno 1937, esattamente 75 anni fa, fu inaugurato a Londra il primo servizio telefonico dedicato esclusivamente alle emergenze. Bastava digitare il 999 e, senza pagare, si poteva denunciare un crimine o chiedere l’aiuto di un’ambulanza o dei pompieri. Fu il primo numero emergenza della storia, e oggi, per celebrare l’anniversario, il giornalista della BBC Keith Moore ha raccontato che cosa successe nei primi giorni di attività del servizio.

Perché proprio il 999?
Pare che l’idea di creare un numero unico per le emergenze, gratuito dai telefoni a pagamento, sia venuta alle autorità londinesi dopo che non si riuscirono a trovare in tempo operatori telefonici liberi, nei centralini telefonici dove si gestivano manualmente le chiamate, per chiamare i pompieri durante un incendio che uccise cinque donne a Wimpole Street, Londra, nel 1935.

All’epoca i telefoni non funzionavano con la tastiera, ma con una ruota forata, da girare in corrispondenza di ogni numero. Proprio per questo fu scelto il 999, una combinazione che permetteva anche in casi di estrema emergenza, nel buio o nel fumo più denso, di comporre velocemente il numero tenendo aperta la conversazione con un dito e girando tre volte la rotella senza bisogno di togliere il dito dal foro che corrispondeva al 9.

Con l’arrivo dei telefoni a tastiera e, soprattutto, dei telefoni portatili, ci si rese conto che il 999 rischiava di essere composto per errore, anche solo lasciando il telefonino sbloccato in tasca. Per questo motivo, al 999 fu aggiunto il numero 112, che vale in tutta Europa e che, dal dicembre 1992, nel Regno Unito affianca il 999.

La prima settimana del 999
Nel 1937, un servizio simile era completamente nuovo, e l’Evening News, un quotidiano serale londinese, pubblicò la notizia del lancio del servizio telefonico per la cittadinanza, spiegando ai lettori come usarlo.

«Chiamate il 999… soltanto se si tratta di una vera emergenza; se, per caso, il vostro vicino sta uccidendo la moglie, o se vedete un rapinatore mascherato che osserva le tubature vicino alla vostra banca. Se invece non si tratta di un’emergenza, se quindi avete semplicemente perso il piccolo Towser o un camion è arrivato a parcheggiarsi di fronte al vostro giardino, limitatevi a chiamare la polizia locale.»

Una settimana dopo, esattamente il 7 luglio, la polizia arrestò per la prima volta qualcuno in seguito a una chiamata al 999. Racconta Moore che in quel caso si trattò di un uomo che, nelle prime ore del mattino, si aggirava con fare sospetto nel giardino della casa di John Stanley Beard, un architetto che viveva nella ricca zona di Hampstead, nel nord di Londra. La moglie di Beard, che si era svegliato a causa di un rumore sotto la finestra della sua camera da letto, chiamò il 999. Il 24enne Thomas Duffy, che fu poi accusato di tentato furto, venne arrestato nelle vicinanze della casa meno di cinque minuti dopo.

Ma, scrive Moore, tra le oltre mille chiamate al 999 di quella prima settimana (precisamente 1.336), non tutte furono esattamente delle emergenze. Una parte furono situazioni sopravvalutate dai cittadini, e alcune – circa un centinaio – furono dei veri e propri scherzi. Malgrado l’utilizzo a volte improprio, il servizio si rivelò un successo, e nel giro di una decina d’anni si diffuse in tutto il Regno Unito, cominciando dalle grandi città (per prima Glasgow, nel 1938) fino ad arrivare alla completa copertura del territorio nazionale, completata definitivamente nel 1976 con l’automatizzazione delle linee telefoniche.

L’aumento delle chiamate nel corso degli anni
Durante i primi anni di attività del servizio, le chiamate erano gestite dal Post Office. Gli operatori gestivano e smistavano manualmente le chiamate di emergenza, segnalate da una spia rossa e da un clacson. Dopo aver ascoltato la denuncia, decidevano a che servizio indirizzare la richiesta di aiuto. Nel corso degli anni però, spiega Moore, la tecnologia ha reso le operazioni di smistamento molto più veloci.

Proprio la tecnologia ha rappresentato un fattore decisivo per il funzionamento del servizio, soprattutto negli ultimi trent’anni e da quando la telefonia mobile si è diffusa massicciamente. Infatti, è stato proprio l’avvento dei cellulari il momento di svolta del 999, che, dalle 1336 chiamate di quella prima settimana nel luglio del 1937 è arrivato ora a riceverne circa mezzo milione.

Nel resto del mondo, i numeri unici per le emergenze arrivarono con un certo ritardo. Gli Stati Uniti istituirono il 911 (che vale anche in Canada) nel 1968. Nello stesso anno, la Polizia di Stato italiana decise di unificare tutti i numeri locali per le emergenze (a Milano era il 777 e a Roma il 555.555, per esempio) nel solo 113, che per diversi anni rimase l’unico numero di sole tre cifre per le emergenze. Il 112 dei Carabinieri arrivò nel 1981, sostituendo il 212121 che esisteva da qualche anno ma non aveva lo stesso successo, e il 118 per le emergenze sanitarie è attivo in Italia solo dal 1992.

foto: William Vanderson/Fox Photos/Getty Images