• Mondo
  • martedì 26 Giugno 2012

Cosa succede in Paraguay

Il presidente sfiduciato dal Parlamento dice di aver subìto un golpe e vuole tornare al potere, quello nuovo ha appena giurato

L’instabilità politica in Paraguay è diventata ancora più preoccupante dopo che Fernando Lugo, l’ex presidente sfiduciato dal Parlamento la scorsa settimana, ha annunciato lunedì di voler tornare al potere.

Lugo ha 61 anni, è un ex vescovo cattolico (ha abbandonato l’ufficio per potersi candidare alla presidenza) ed è il leader del partito di sinistra Alleanza Patriottica per il Cambiamento (APC), al potere dal 2008. Giovedì e venerdì scorso è stato sfiduciato rispettivamente dalla Camera e dal Senato del Paraguay mediante una procedura di impeachment. Il Parlamento lo ha accusato di non aver saputo gestire le proteste di circa 150 contadini della provincia orientale del Canindeyu, che a metà giugno si erano opposti all’espropriazione delle loro terre con duri scontri contro la polizia in cui erano morti almeno nove poliziotti e sette contadini.

(Il presidente paraguayano è stato sfiduciato)

La sfiducia è stata sostenuta principalmente dal partito dell’opposizione Colorado di centrodestra, che prima della vittoria di Lugo aveva governato per 61 anni, e dal Partito liberale, che invece faceva parte della coalizione di governo. Il Senato ha nominato come nuovo presidente Federico Franco, vice di Lugo ed esponente del Partito liberale, che rimarrà alla guida del paese fino alla fine del mandato nell’agosto 2013, quando ci saranno nuove elezioni.

Molti capi di governo latinoamericani hanno definito la sfiducia un colpo di stato, si sono rifiutati di riconoscere il nuovo presidente e alcuni di loro – tra cui Brasile, Messico, Colombia, Cile, Uruguay e Argentina – hanno ritirato i loro ambasciatori dal paese. Il Venezuela ha fermato tutte le spedizioni dirette in Paraguay. Nel frattempo il Mercosur – il mercato comune dell’America meridionale – ha sospeso il Paraguay, che non potrà partecipare al vertice che inizierà giovedì a Mendoza, in Argentina, mentre l’agenzia di rating Standard & Poor’s ha messo il paese sotto osservazione a causa della recessione e dell’instabilità politica.

Lunedì Lugo ha tenuto una conferenza stampa nella sede del suo partito nella capitale Asunción, spiegando di aver rispettato la sfiducia per evitare scontri, ma di voler tornare alla presidenza. Ha anche annunciato la formazione di un governo ombra e contestato la legittimità dell’attuale governo. «La resistenza è iniziata, la nostra battaglia è di ristabilire l’ordine democratico», ha detto. «Resisterò fino a quando torneremo al potere perché c’è stato un colpo di stato parlamentare. Chiedo agli abitanti delle campagne, ai giovani, a tutti i cittadini di resistere fino a quando saremo tornati al posto che abbiamo dovuto lasciare ingiustamente». Nello stesso giorno la Corte elettorale paraguayana ha ribadito la sfiducia a Lugo dicendo che era prevista dalla Costituzione mentre il governo ha criticato la decisione del Mercosur di sospendere il Paraguay.