• Mondo
  • sabato 23 Giugno 2012

Il presidente paraguayano è stato sfiduciato

Il parlamento ha votato contro l'ex vescovo cattolico Fernando Lugo dopo gli scontri tra polizia e contadini della scorsa settimana, ma c'è chi parla di colpo di Stato

Le due camere del Parlamento paraguayano hanno sfiduciato il 61enne presidente paraguayano Fernando Lugo mediante una procedura di “impeachment” a causa degli scontri tra poliziotti e contadini degli ultimi giorni, per i quali Lugo sarà anche processato. Al suo posto è già stato proclamato un nuovo presidente, ossia il suo vice Federico Franco (del Partito Liberale), che rimarrà alla guida del paese fino alla fine del mandato, nell’agosto 2013, quando ci saranno nuove elezioni.

Dopo aver fatto ricorso invano alla Corte Suprema, Lugo ha detto di voler rispettare il verdetto delle Camere ma ha aggiunto che la sua destituzione è “un duro colpo alla storia e alla democrazia del Paraguay”. All’esterno del palazzo del Congresso nazionale nella capitale Asunción ci sono stati scontri tra i sostenitori di Lugo e la polizia, che ha usato anche gli idranti per disperdere i manifestanti.

A sfiduciare Lugo sono stati principalmente due partiti: quello principale dell’opposizione, “Colorado” di centrodestra, che prima della vittoria di Lugo alle elezioni del 2008 aveva governato per 61 anni, e il partito Liberale, che invece faceva parte della coalizione di governo di Lugo. Lugo ha paragonato il suo impeachment a “un colpo di stato della destra”.

A provocare l’impeachment è stata, secondo coloro che lo hanno sfiduciato, la gestione del caso di circa 150 contadini della provincia orientale del Canindeyu, che la settimana scorsa si erano opposti all’espropriazione delle loro terre. I contadini dicono che le terre contese gli sono state sottratte illegalmente durante la dittatura militare del generale Alfredo Stroessner (1954-1989). Per questo, giorni fa, c’erano stati duri scontri con la polizia paraguayana in cui erano morti almeno nove poliziotti e sette contadini.

Mercoledì scorso Lugo, un ex vescovo cattolico di sinistra leader dell’Alleanza Patriottica per il Cambiamento (APC) che era salito al potere nel 2008 anche per la sua battaglia a favore dei contadini senza terra, aveva annunciato un’inchiesta sui fatti di Canindeyu, ma questo non ha calmato i suoi oppositori. Dopo la destituzione di Lugo, l’Unione delle Nazioni Sudamericane (UNASUD) ha inviato subito in Paraguay una sua delegazione “in difesa della democrazia”.

Diversi leader politici sudamericani, come il presidente ecuadoriano Rafael Correa, si sono schierati con Lugo, in quanto credono che sia vittima di un processo politico ordito dalla destra e soprattutto dal partito all’opposizione Colorado. Molti paesi sudamericani, tra i quali i confinanti Bolivia e Argentina, nonché il Venezuela, hanno già annunciato che non riconosceranno il nuovo governo di Franco.

nella foto, l’ex presidente paraguayano Fernando Lugo (AP/Jorge Saenz)