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  • mercoledì 6 Giugno 2012

La morte di Abu Yahya al-Libi

Chi era "il numero due di al Qaida" che gli Stati Uniti dicono di aver ucciso in un raid di droni al confine tra Pakistan e Afghanistan

Secondo diversi funzionari statunitensi, citate in forma anonima dalle testate internazionali, Abu Yahya al-Libi è stato ucciso da un attacco di droni americani lunedì scorso. Al-Libi viene definito il numero 2 dell’organizzazione terroristica al Qaida. Il governo del Pakistan, dove è avvenuto il raid che avrebbe ucciso al-Libi, non ha smentito ma, come spesso accade in questi casi, ha criticato duramente la mossa degli Stati Uniti perché violerebbe la sovranità del paese e ha convocato ufficialmente il viceambasciatore americano Richard Hoagland. La Casa Bianca non ha confermato ufficialmente la notizia ma il suo portavoce, Jay Carney, l’ha ammessa implicitamente dicendo di «non poter fornire dettagli sulla sua morte».

Abu Yahya al-Libi sarebbe stato ucciso nel Nord Waziristan, una delle regioni tribali al confine tra Pakistan e Afghanistan che ospitano cellule e basi di numerosi estremisti islamici, in particolar modo talebani e militanti della rete Haqqani, oltre ad al Qaida. Negli ultimi giorni gli Stati Uniti avevano notevolmente intensificato gli attacchi di droni nella zona: lunedì era il terzo giorno consecutivo di raid di droni (che, oltre ad al-Libi, avrebbe ucciso altre 14 persone, tra cui molti “stranieri”). Sempre al confine tra Pakistan e Afghanistan, sabato i droni avevano fatto quattro morti e domenica altri dieci.

(Dieci cose da sapere sui droni)

Nonostante la conferma ufficiale degli Stati Uniti su al-Libi – ieri il portavoce della Casa Bianca ha parlato apertamente della «sua morte» – la notizia è stata smentita da alcuni militanti talebani che hanno parlato alle agenzie Reuters e Associated Press. Uno di loro dice che i droni avrebbero ucciso solo le sue guardie del corpo e l’autista ma non al-Libi e che l’annuncio degli Stati Uniti è solo “propaganda”. Al-Libi era già stato dato per morto dagli americani nel 2009, sempre in un raid di droni, ma poi si scoprì che era stato ucciso in realtà Saleh al-Somali, un altro importante leader di al Qaida.

Abu Yahya al-Libi, cittadino libico nato nel 1963, era considerato dagli Stati Uniti il numero due di al Qaida dietro Ayman al-Zawahiri, che guida l’organizzazione terroristica dalla morte di Osama bin Laden. Al-Libi non è stato mai descritto come un grande combattente, ma piuttosto come un ottimo organizzatore e propagandista. Si dice che al-Libi abbia cominciato la sua carriera terroristica negli anni Novanta, quando si è trasferito in Afghanistan. Nel 2002 è stato arrestato dalle forze americane a Bagram, ma dopo soli 3 anni era riuscito a fuggire e da allora si erano perse le tracce.

(Un anno dalla morte di Osama bin Laden)

Al-Libi è considerato dagli americani come l’anello di congiunzione tra i miliziani in Pakistan e le operazioni di al Qaida in altri paesi come Yemen e Iraq. Pare che al-Libi avesse anche un ruolo religioso all’interno dell’organizzazione e l’autorità di promuovere fatwa o fare da guida spirituale agli altri militanti.

Durante l’amministrazione Obama gli attacchi di droni mirati contro terroristi (o presunti tali) sono aumentati notevolmente, causando dal 2009 centinaia di morti in tutto il mondo. Con questa tecnica sono stati uccisi negli ultimi anni numerosi leader di al Qaida come Badar Mansoor, Atiyah Abd al-Rahman e Ilyas Kashmiri e anche capi talebani, come Baitullah Mehsud nell’agosto 2009. Negli ultimi giorni negli Stati Uniti ci sono state molte polemiche su questi raid di droni americani, sulla loro legittimità e sulla cosiddetta “Kill list” di presunti terroristi nel mondo da eliminare, una lista che Obama esaminerebbe ogni martedì.

– La “Kill List” di Barack Obama
– Il boom economico coi droni

foto: AP Photo/IntelCenter