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  • sabato 3 Marzo 2012

Dieci cose da sapere sui droni

I veicoli senza pilota sono usati da solo dieci anni, ma fanno già un sacco di cose in ambito militare e civile (e altre ne faranno in futuro)

I droni sono veicoli comandati a distanza che possono essere usati per scopi militari o civili. Ma i droni più famosi sono gli aerei senza pilota che vengono usati dagli Stati Uniti in missioni all’estero: a dicembre scorso, l’Iran annunciò di essere entrato in possesso di un drone statunitense, abbattuto nell’est del paese o caduto mentre compiva una missione in Afghanistan. La notizia è stata ampiamente sfruttata dalla propaganda iraniana, che ne ha mostrato una replica a grandezza naturale nel centro di Teheran, mentre un’azienda iraniana ha annunciato che metterà in vendita modellini del drone colorati (come nella foto in testa a questo pezzo) con una frase dell’ayatollah Khomeini nel supporto, “schiacceremo gli Stati Uniti”. La parola italiana proviene dall’inglese drone, che significa “fuco” (il maschio dell’ape). Foreign Policy ha fatto una lista delle “dieci cose che non sapete sui droni”.

1. Quando sono nati i droni
Nel 1998, il presidente degli Stati Uniti Bill Clinton decise di interrompere un’operazione per uccidere Osama bin Laden in Afghanistan con un attacco missilistico, dato che si prevedeva che sarebbero potute morire oltre 300 persone nell’attacco e i servizi segreti avevano garantito una probabilità di riuscita solo del 50 per cento. Questo episodio fu decisivo nella ricerca di strumenti più precisi e per lo sviluppo dei droni. La prima persona ad essere uccisa tramite l’attacco con un drone, a quanto si sa, fu Mohammed Atef, uno dei principali capi militari di al-Qaida. Atef morì insieme ad altre sette persone in un bombardamento della sua casa vicino a Kabul poco dopo l’invasione americana dell’Afghanistan, a metà novembre 2001.

2. I droni cadono spesso
Il drone caduto in Iran all’inizio di dicembre 2011 non è un caso isolato: solo due settimane più tardi, un drone Reaper si schiantò al termine di una pista di atterraggio alle Seychelles. Dato che i droni sono una tecnologia in uso da pochi anni e che operano spesso in condizioni difficili, gli incidenti sono molto frequenti. Secondo un funzionario della difesa citato da un periodico statunitense, le forze armate americane hanno già perso più di 50 droni. Ogni incidente costa almeno 1 milione di dollari. Le cause principali degli incidenti sono cattivo tempo, errori umani o problemi ai sistemi di comunicazione tra il drone e il suo controllo a terra.

3. Chi usa i droni
I dati su chi utilizza i droni non sono ufficiali, ma secondo alcune stime il dipartimento della Difesa statunitense avrebbe in uso circa un terzo delle licenze rilasciate dalla Federal Aviation Administration (FAA) per utilizzare droni. Le altre sarebbero state rilasciate alla NASA (oltre il 10 per cento) e al dipartimento della Sicurezza interna (Department of Homeland Security, DHS), creato dopo l’11 settembre e simile al nostro ministero dell’Interno (un altro 5 per cento). L’agenzia che controlla i confini degli Stati Uniti (U.S. Customs and Border Protection) utilizza otto droni Predator. Lo scorso giugno, scrive Foreign Policy, uno dei Predator utilizzato lungo il confine tra Canada e Stati Uniti è stato usato per localizzare tre sospetti ladri di bestiame del North Dakota, il primo caso in cui un drone è servito ad arrestare cittadini statunitensi.

4. I droni fanno sempre più cose nell’esercito
In poco più di dieci anni, i droni si sono già sviluppati in una grande varietà di utilizzi e modelli. Droni pesanti poco più di due chili, trasportabili a spalla, sono usati dai soldati di fanteria per brevi missioni di sorveglianza, e potranno essere usati in futuro per “missioni kamikaze”. Droni elicottero modello K-Max sono usati per trasportare provviste alle basi dei militari statunitensi più avanzate in Afghanistan. Il dipartimento di Stato sta introducendo una piccola flotta di droni per sorvegliare l’ambasciata statunitense in Iraq. Come scrive FP, “il loro uso e la loro applicazione da parte dell’esercito americano sembra infinito.”

5. I droni fanno sempre più cose in ambito civile
Anche in ambito civile i droni sono molto utilizzati. Al Congresso degli Stati Uniti esiste già una lobby che promuove gli interessi dei fabbricanti e sviluppatori dei droni, guidata da un democratico del Texas (Buck McKeon) e da un repubblicano della California (Henry Cuellar). Il loro impiego sta crescendo in molti campi della ricerca scientifica, ad esempio per lo studio dei tornadi, e un drone è stato usato anche dai tecnici per ispezionare l’impianto di Fukushima Daiichi dopo il disastro del marzo 2011. Il celebre politologo statunitense Francis Fukuyama ha annunciato pochi giorni fa nel suo blog su The American Interest di aver costruito, per interesse personale, un drone per la sorveglianza domestica (e ha postato qualche video dei suoi primi voli).

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