• Mondo
  • mercoledì 30 Maggio 2012

Assange ha perso un altro appello

E ora l'estradizione in Svezia sembra inevitabile, anche se potrebbe esserci un ultimo ricorso dalle scarse possibilità di riuscita

Julian Assange sarà probabilmente estradato in Svezia. Lo ha deciso oggi la Corte Suprema britannica, in relazione alle accuse di violenza sessuale su cui indagano da molti mesi le autorità svedesi e alla relativa richiesta di estradizione.

Fino a oggi tutte le corti britanniche interpellate a riguardo si erano espresse a favore dell’estradizione di Assange, che ha fatto sempre ricorso, come l’ultima volta dopo la sentenza a lui sfavorevole dell’Alta Corte britannica. Gli avvocati di Assange sostenevano che la richiesta della Svezia non poteva essere soddisfatta perché il pubblico ministero svedese che ha chiesto l’estradizione attraverso un mandato di arresto europeo non è un giudice imparziale. La legge britannica e anche quella statunitense, infatti, dicono che una simile richiesta non può essere fatta da un paese straniero attraverso un rappresentante della pubblica accusa. Gli avvocati di Assange, dunque, contestavano che il procuratore svedese potesse firmare il mandato d’arresto europeo.

Queste motivazioni non hanno convinto la Corte Suprema britannica. Ora Assange potrebbe fare un ulteriore ricorso alla Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo, che ha 14 giorni per decidere se valutare o meno il caso. Se la Corte deciderà di valutarlo, allora una sua sentenza potrebbe arrivare tra qualche mese e fino a quel momento, come hanno già fatto intendere le autorità britanniche, Assange potrebbe rimanere in Regno Unito. Secondo diversi analisti, però, è molto improbabile che la Corte europea decida di occuparsi del caso di Julian Assange, in quanto non ci sarebbero le basi sufficienti per parlare di violazione del diritto internazionale e soprattutto perché molti paesi in Europa hanno una legislazione simile a quella della Svezia in tema di estradizioni e quindi dare ragione ad Assange potrebbe creare un precedente scomodo.

Se la Corte europea dovesse decidere di sorvolare, Assange verrebbe estradato il prima possibile in Svezia, ha fatto sapere il Crown Prosecution Service, più o meno l’equivalente della procura dipendente dalla Corona britannica in Inghilterra e Galles. Qui verrebbe incarcerato – in Svezia non esiste la libertà su cauzione – e subito incriminato per essere sottoposto a processo. Assange ha spesso sostenuto che dietro la sua estradizione in Svezia c’è un complotto degli Stati Uniti, intenzionati a danneggiarlo dopo la diffusione dei documenti riservati sui governi mondiali diffusi da parte di Wikileaks. Assange è stato arrestato in Regno Unito nel dicembre 2010 e da allora è agli arresti domiciliari. Da qualche settimana conduce un talk show da casa sua, sul canale Russia Today.

Tutti gli articoli del Post su Julian Assange
Il talk show di Julian Assange

foto: BEN STANSALL/AFP/Getty Images