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  • giovedì 17 Maggio 2012

Il nuovo governo francese

La lista completa: metà sono donne, quasi tutti sono socialisti, ci sono un paio di ex rivali di Hollande e qualche ex ministro

Ieri il nuovo presidente francese François Hollande ha dato la propria approvazione all’elenco dei ministri nominati dal primo ministro Jean-Marc Ayrault. Come promesso nel corso della campagna elettorale per le presidenziali, metà ministri sono donne, cosa che non era mai accaduta prima in Francia, anche se buona parte dei ministeri più importanti sono stati assegnati agli uomini. Il nuovo governo è costituito principalmente da esponenti moderati del Partito Socialista e da alleati di lungo corso di Hollande. Ayrault e i ministri si riuniranno oggi per la prima volta.

Laurent Fabius, già primo ministro negli anni Ottanta quando era presidente François Mitterrand, è stato nominato ministro degli Esteri al posto del suo predecessore Alain Juppe. Tra i principali compiti che dovrà affrontare ci sarà far concludere la missione militare in Afghanistan della Francia, come promesso da Hollande durante la campagna elettorale. Il nuovo ministro dell’Economia è il socialista Pierre Moscovici, che è stato il responsabile della campagna elettorale di Hollande. Tra la fine degli anni Novanta e i primi anni Duemila era stato ministro degli Affari europei per la Francia. Moscovici avrà il difficile compito di portare in Europa, insieme con Hollande, nuove proposte per modificare gli attuali patti contro la crisi economica, suggerendo misure per stimolare la crescita e rivedere le regole sull’austerità per i paesi maggiormente in difficoltà economica.

Il ministero della Difesa è stato affidato a Jean-Yves Le Drian, alla propria prima esperienza politica nazionale. È un amico di lunghissima data di Hollande, è dal 2004 il presidente del Consiglio regionale della Bretagna e anche lui dovrà occuparsi, tra le altre cose, dell’annunciato ritiro dei militari francesi dall’Afghanistan. Il responsabile della comunicazione della campagna elettorale di Hollande, Manuel Valls, è stato nominato ministro dell’Interno. Valls è dal 2002 un deputato per i socialisti e si occupa di politica da quando aveva 17 anni. Avrà il compito di occuparsi della sicurezza nazionale, tema particolarmente sentito nel paese dopo i fatti di Tolosa. Aveva sfidato Hollande alle primarie. Un altro sfidante di Hollande alle primarie era Arnaud Montebourg, politico di estrema sinistra e “no global”: è stato scelto come ministro delle Attività produttive.

Christiane Taubira è stata nominata ministro della Giustizia, l’incarico più importante affidato a una donna nel nuovo governo. In Parlamento dal 1993, è principalmente conosciuta in Francia per aver proposto e fatto approvare una legge che nel 2001 ha reso la schiavitù un crimine contro l’umanità. L’anno seguente si candidò con il Partito Radicale di Sinistra alle presidenziali francese, il primo candidato nero all’Eliseo nella storia della Francia. Il nuovo ministro della Salute e degli Affari sociali è Marisol Touraine, deputata socialista e Presidente del dipartimento francese dell’Indre e Loira. Agli Affari regionali è stata nominata Cecile Duflot, segretario del partito Europa Ecologia – I Verdi.

Aurelie Filippetti, molto attiva durante la campagna elettorale di Hollande, è stata nominata alla guida del ministero della Cultura. Mentre Najat Vallaud-Belkacem è la responsabile per la tutela dei diritti delle donne ed è stata anche nominata portavoce del governo. Nel 2007 fu la portavoce di Ségolène Royal durante la sua campagna elettorale per le presidenziali francesi, incarico che ricoprì per la stessa candidata anche nel 2009 durante le primarie del Partito Socialista. Royal, che è anche madre di quattro figli di Hollande, non è stata scelta per alcun incarico di governo, ma ha comunque dichiarato di voler diventare presidente dell’Assemblea nazionale (la Camera) dopo le elezioni politiche di giugno. Nel nuovo governo non ha trovato posto nemmeno Martine Aubry, il segretario del Partito Socialista. Era candidata alle primarie per le presidenziali e fu sconfitta da Hollande.

Le personalità scelte dimostrano la volontà di François Hollande di far superare dubbi e perplessità sulla sua scarsa esperienza di governo. Hollande ha, infatti, una lunga carriera politica alle proprie spalle, ma non ha mai rivestito alcun incarico di governo di particolare rilievo a livello nazionale. Tra i ministri nominati ci sono diversi socialisti che già in passato ebbero incarichi ministeriali. Ayrault, inoltre, ha guidato il gruppo parlamentare dei Socialisti all’Assemblea nazionale ed è un profondo conoscitore della Germania, cosa che potrà tornare molto utile al governo Hollande per le proprie relazioni con il cancelliere tedesco Angela Merkel e con il suo esecutivo. Ayrault ha spiegato in più occasioni che i rapporti con la Germania non devono essere trascurati, specialmente in questo periodo di crisi economica, e che devono essere gestiti con una certa “intimità”.

L’elenco completo dei ministri del nuovo governo francese

Ministro degli Esteri – Laurent Fabius (Partito Socialista)
Ministro dell’Istruzione – Vincent Peillon (Partito Socialista)
Ministro della Giustizia – Christiane Taubira (Partito Radicale di Sinistra)
Ministro dell’Economia – Pierre Moscovici (Partito Socialista)
Ministro della Salute e degli Affari sociali – Marisol Touraine (Partito Socialista)
Ministro per gli Affari regionali – Cécile Duflot (Europa Ecologia – I Verdi)
Ministro dell’Interno – Manuel Valls (Partito Socialista)
Ministro dell’Ambiente – Nicole Bricq (Partito Socialista)
Ministro delle Attività produttive – Arnaud Montebourg (Partito Socialista)
Ministro del Lavoro – Michel Sapin (Partito Socialista)
Ministro della Difesa – Jean-Yves Le Drian (Partito Socialista)
Ministro della Cultura e della Comunicazione – Aurélie Filippetti (Partito Socialista)
Ministro dell’Università e Ricerca – Geneviève Fioraso (Partito Socialista)
Ministro dei Diritti delle donne – Najat Vallaud-Belkacem (Partito Socialista)
Ministro dell’Agricoltura – Stéphane Le Foll (Partito Socialista)
Ministro per le Riforme – Marylise Lebranchu (Partito Socialista)
Ministro per i Territori d’oltremare – Victorin Lurel (Partito Socialista)
Ministro dello Sport e dei Giovani – Valérie Fourneyron (Partito Socialista)
Ministro delegato al Bilancio – Jérôme Cahuzac (Partito Socialista)
Ministro delegato alla Riuscita educativa – George Pau-Langevin (Partito Socialista)
Ministro delegato alle Relazioni col Parlamento – Alain Vidalies (Partito Socialista)
Ministro con deleghe per la Giustizia – Delphine Batho (Partito Socialista)
Ministro delegato alla Città – François Lamy (Partito Socialista)
Ministro delegato agli Affari europei – Bernard Cazeneuve (Partito Socialista)
Ministro delegato per gli Anziani – Michèle Delaunay (Partito Socialista)
Ministro delegato al Commercio e turismo – Sylvia Pinel (Partito Radicale di Sinistra)
Ministro delegato per la Solidarietà – Benoît Hamon (Partito Socialista)
Ministro delegato per la Famiglia – Dominique Bertinotti (Partito Socialista)
Ministro delegato per i Disabili – Marie-Arlette Carlotti (Partito Socialista)
Ministro delegato allo Sviluppo – Pascal Canfin (Europa Ecologia – I Verdi)
Ministro delegato per la Tutela del francese – Yamina Benguigui (Indipendente)
Ministro delegato per i Trasporti – Frédéric Cuvillier (Partito Socialista)
Ministro delegato per le Piccole imprese – Fleur Pellerin (Partito Socialista)
Ministro delegato per i Reduci di guerra – Kader Arif (Partito Socialista)