• Mondo
  • giovedì 26 Aprile 2012

Le 4 proposte di Hollande sull’Europa

Ieri il candidato socialista alla presidenza francese ha spiegato ancora che cosa farebbe per uscire dalla crisi

Ieri il candidato socialista alle presenziali francesi, François Hollande, ha tenuto la sua prima conferenza stampa dopo il primo turno delle elezioni presidenziali che ha vinto con il 28,6 per cento contro il 27,1 del presidente uscente Nicolas Sarkozy (centrodestra), suo avversario al ballottaggio del prossimo 6 maggio. Hollande, nella circostanza, ha fatto diversi annunci come quello, in caso venisse eletto, del ritiro immediato delle truppe francesi dall’Afghanistan (un anno prima del previsto).

Ma soprattutto Hollande è tornato a parlare della crisi europea e delle sue possibili soluzioni. Sui temi dell’economia Hollande viene spesso considerato in profonda contrapposizione con la cancelliera tedesca Angela Merkel, per le sue continue critiche alle misure di austerità imposte negli ultimi mesi dalla Germania agli altri paesi in crisi. Hollande, inoltre, in passato si è distinto per alcune sue dichiarazioni in economia di grande effetto, come quella di una supertassa per i francesi che guadagnano più di un milione di euro.

Ieri Hollande ha annunciato così quattro proposte per far sì che l’Europa esca dalla crisi, tutte contro l’austerità e a favore della crescita. Curiosamente, ieri le parole di Hollande sono arrivate mentre altri politici e istituzioni europee invocavano la “crescita”, come il presidente della Banca Centrale Europea Mario Draghi e, privatamente, i capi di governo di Italia e Germania. Ecco le quattro proposte di Hollande:

Rinegoziazione del Fiscal Compact, ossia il Patto di bilancio europeo recentemente approvato dai paesi dell’Unione con qualche eccezione (il Regno Unito, per esempio, ha detto no) ma che deve ancora essere formalmente ratificato. Secondo Hollande l’attuale versione del patto è troppo sbilanciata a favore del rigore e rischia di creare una recessione generalizzata per l’Europa, qualora le banche limitassero ancora di più i crediti alle imprese. Per ribadire il concetto, Hollande ha appena scritto su Twitter, riprendendo una sua intervista alla radio France Info:

Creazione di eurobond, ossia titoli di Stato unici europei per aiutare i paesi più in difficoltà. Questa misura è fortemente osteggiata da Merkel, in quanto il peso dei debiti degli altri paesi ricadrebbe anche sui contribuenti tedeschi poco avvezzi a pagare per le colpe altrui (tra l’altro i tedeschi dell’Ovest, più ricco, hanno già versato negli ultimi anni oltre 2 miliardi di “tasse di solidarietà” per il meno sviluppato Est). Hollande comunque ha tenuto a precisare che l’obiettivo dei suoi eurobond sarebbe “il finanziamento della crescita, non quello del debito”.

Una tassa sulle transazioni finanziarie (anche detta “Tobin Tax”). Questa proposta tuttavia era già stata fatta da Sarkozy ma è fortemente osteggiata dal Regno Unito, per esempio, in quanto farebbe scappare gli investitori verso altri mercati, come quello asiatico.

Utilizzo per la crescita dei fondi strutturali inutilizzati dell’Europa e una maggiore attenzione della Banca Europea degli Investimenti (BEI) per la creazione di nuovi posti di lavoro.

Ieri, intanto, il presidente uscente Sarkozy ha detto che non ci sarà nessun accordo politico con il Fronte Nazionale, il partito di estrema destra di Marine Le Pen, in vista del ballottaggio. Sarkozy si è detto pronto ad ascoltare gli elettori di Le Pen al primo turno (il 18 per cento dei francesi), persone che “non vanno demonizzate”. Sempre ieri è stato deciso che il confronto televisivo tra Sarkozy e Hollande verrà trasmesso mercoledì 2 maggio alle 21 sulle reti televisive France 2 e TF1.

foto: PATRICK KOVARIK/AFP/Getty Images