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  • martedì 20 Marzo 2012

Hollande fa i conti con Mélenchon

Cioè il candidato francese dell'estrema sinistra, che ha proposte particolarmente forti e sta guadagnando consensi nei sondaggi

Un candidato di estrema sinistra alle presidenziali francesi sta costringendo il candidato del Partito Socialista, François Hollande, a modificare i suoi toni e alcune delle sue proposte per evitare sorprese durante il primo turno: si chiama Jean-Luc Mélenchon, ha 62 anni, ha fatto il senatore e il ministro negli ultimi anni del governo Jospin, ha lasciato il Partito Socialista nel 2009 fondando il Parti de gauche, Partito della Sinistra. È candidato alle presidenziali e ha il sostegno, oltre che del suo partito, del Fronte della Sinistra: una coalizione che comprende comunisti, ambientalisti e anticapitalisti, che chiede tra le altre cose di abbandonare il Trattato di Lisbona e rigettare le misure di austerità proposte dall’Unione Europea.

Negli ultimi due mesi Mélenchon ha visto raddoppiare i suoi consensi nei sondaggi, passando dal navigare intorno al 5 per cento all’11 per cento in cui si trova adesso. Lo stesso sondaggio vede Hollande al 27 per cento e Sarkozy al 27,5. Il candidato socialista, insomma, oltre a subire la rimonta del presidente, in svantaggio fino a poche settimane fa, deve guardarsi anche da quello che avviene alla sinistra del Partito Socialista, dove uno schieramento storicamente frammentato e litigioso sembra sia riuscito stavolta a unire le forze.

(Guida alle elezioni presidenziali francesi)

Secondo il Wall Street Journal, è anche a causa dell’ascesa di Mélenchon che Hollande nelle ultime settimane ha cambiato il tenore di alcune sue proposte cercando di recuperare consensi a sinistra: proponendo un’aliquota del 75 per cento per le somme guadagnate oltre un milione di euro e sostenendo il divieto per le banche francesi di operare nei paradisi fiscali. Mélenchon propone misure più radicali: un’aliquota del 100 per cento sugli stipendi superiori ai 360.000 euro e un tetto ai salari dei dirigenti, che non potrebbero guadagnare più di venti volte il salario minimo.

Quello che sta facendo Hollande non è molto diverso da quanto fatto da Sarkozy nelle ultime settimane, che ha usato toni particolarmente forti e di destra per tentare di rendere inoffensiva Marine Le Pen, candidata del Fronte Nazionale. Entrambi rischiano così di alienarsi i consensi degli elettori moderati, ma per il momento ritengono di doversi preoccupare di più delle frange politiche più estreme. Da mesi e in molti paesi europei, infatti, le conseguenze della crisi economica hanno rafforzato i movimenti di estrema destra ed estrema sinistra. Marine Le Pen è accreditata dai sondaggi di un 16 per cento di consensi e propone misure protezioniste e anti-europee, compresa l’uscita dall’euro. L’estrema sinistra finora non ha mostrato la stessa forza ma la tendenza delle ultime settimane li vede guadagnare terreno. “Il Fronte Nazionale e il Fronte della Sinistra vanno a caccia degli stessi elettori”, ha detto Stefan Collignon, docente universitario francese.

Il primo turno delle elezioni francesi si terrà il 22 aprile. I due candidati più votati si sfideranno al ballottaggio, il 6 maggio.