• Cultura
  • martedì 28 Febbraio 2012

I flipper di Olivo Barbieri

Le immagini del primo lavoro del fotografo, prima che cominciasse a volare sul mondo

Apre domani alla Photographica Fine Art Gallery di Lugano la mostra del fotografo Olivo Barbieri “Flippers 1977-1978”, che riprende il primo lavoro di Barbieri, conosciuto soprattutto per Site Specific, un lungo progetto che racconta il paesaggio attraverso vedute aeree riprese con la tecnica del fuoco selettivo (o tiltshift). Il fuoco selettivo sfrutta il movimento di particolari obiettivi che, grazie alla possibilità di far oscillare o slittare la lente, creano una diversa profondità di campo che dà all’immagine di una scena reale l’aspetto di un modellino artificiale.

Barbieri racconta, in un’intervista con Francesco Zanot per la rivista di fotografia Fantom, che l’occasione di esporre Flippers alla Galleria Civica di Modena nel 1978 capitò grazie ad un incontro casuale con il fotografo e artista Luigi Ghirri, considerato da molti il precursone della fotografia concettuale e di paesaggio italiana.
La mostra ebbe successo: grazie anche alla spinta data da un commento positivo del fotografo Franco Vaccari, Barbieri iniziò la sua carriera di artista e successivamente espose e proiettò i suoi film nelle più prestigiose sedi internazionali. Le sue opere sono presenti in importanti musei e collezioni d’arte pubbliche e private in tutto il mondo.

(Le dolomiti di Olivo Barbieri)

Le immagini, riprese in una fabbrica dimessa di flipper, raccontano i frammenti di una storia molto particolare: le icone della musica, della fantascienza, del west tipiche di una mitologia americana del dopoguerra e celebri in tutto il mondo, nella loro rappresentazione attraverso le grafiche dei flipper.