Le primarie di Palermo stanno saltando

All'ultimo momento Sinistra Ecologia e Libertà si è ritirata e ha chiesto alla coalizione di candidare Rita Borsellino a sindaco, senza primarie

Sinistra Ecologia e Libertà si è ritirata dalle primarie di Palermo e ha chiesto alla coalizione di candidare Rita Borsellino a sindaco. Dopo la decisione di Sel, anche il movimento “Per Palermo e Ora” ha sospeso la propria partecipazione. Per il momento, le primarie che si dovrebbero svolgere il 26 febbraio prossimo rischiano di saltare. Il termine ultimo per la consegna delle 1000 firme necessarie alla presentazione delle candidature era stato fissato per domani a mezzogiorno, ma il Pd ha chiesto che venga rinviato: «è urgente che i soggetti promotori si incontrino per un chiarimento».

Stasera, durante una conferenza stampa, il coordinatore regionale di Sel Erasmo Palazzotto ha dichiarato: «Andiamo al primo turno con Rita Borsellino. In questo clima politico movimentato nel centrosinistra è inaudito fare delle finte primarie. Noi da sempre siamo stati i promotori della coalizione di tutto il centrosinistra. Ci auguriamo che il Pd sciolga ogni suo problema interno e si assuma la responsabilità di chiudere ogni possibile dialogo con il Terzo Polo per la ricostruzione della sinistra».

La motivazione del ritiro di Sel è la partecipazione alle primarie di Fabrizio Ferrandelli, ex capogruppo dell’Idv al comune del capoluogo siciliano, che dopo essersi allontanato da Leoluca Orlando e dalla dirigenza del partito, ha deciso quattro giorni fa di presentarsi «andando oltre gli steccati», allargando il più possibile la coalizione e ottenendo l’appoggio del presidente del gruppo parlamentare alla regione Antonello Cracolici e quella del senatore Giuseppe Lumia, i due esponenti del Pd siciliano più vicini al presidente della regione Raffaele Lombardo. Sel ha parlato di un possibile «inquinamento» del voto da parte di forze estranee al centrosinistra e di primarie «delegittimate» perché ridotte a «un congresso mascherato del Pd per la resa dei conti tra le varie correnti del partito».

Le primarie per scegliere il candidato sindaco di Palermo dopo le dimissioni di Diego Cammarata erano state fissate e decise dal segretario del Pd Pierluigi Bersani e dal leader di Sel Nichi Vendola. Le primarie di Palermo non erano state definite «del centrosinistra» perché vi avrebbero partecipato il Pd, Sel e il movimento che proprio per le primarie si è battuto (Per Palermo e Ora), ma non i Verdi, la Federazione della Sinistra e l’Idv di Di Pietro e Leoluca Orlando. Orlando, ex sindaco di Palermo, si era dichiarato pronto a scendere nuovamente in campo e a rifare il sindaco, ma non a discutere di primarie con i Democratici siciliani che alla Regione sostengono il governatore Lombardo e a Palermo teorizzano le alleanze allargate al Terzo Polo.

Fino ad oggi, i candidati alle primarie erano tre: oltre a Fabrizio Ferrandelli, 31 anni, c’erano l’eurodeputata del Pd Rita Borsellino, proposta da Pierluigi Bersani e da Giuseppe Lupo, segretario del Pd siciliano, con il lasciapassare di Nichi Vendola che rifiutava alleanze con il Terzo Polo e si batteva per ricostruire un centrosinistra “puro”, e il giovane “renziano” Davide Faraone, 36 anni, deputato regionale del Pd già da oltre un anno attivo contro il «ribaltone» che ha portato il Pd a sostenere il governo Lombardo e promotore della “rottamazione” dei vertici democratici.

Davide Faraone ha lanciato in serata un nuovo appello: «Per battere il Terzo Polo civico di Ferrandelli, Cracolici e Lumia chiedo a Rita Borsellino, Leoluca Orlando e agli amici e compagni di Sel, Verdi, Federazione della Sinistra, Socialisti, Radicali Palermo e ai movimenti civici della città di partecipare insieme a me alle primarie del 26 febbraio e sconfiggere, con la partecipazione popolare, i nuovi gattopardi che lavorano affinché nulla cambi».

(Nella foto, il Teatro Politeama di Palermo, 1954, Lapresse)