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  • venerdì 9 Dicembre 2011

L’assalto a Homs

L'esercito siriano ha circondato la città, il centro delle rivolte, e si teme che possa essere l'inizio di una guerra civile

Aggiornamento delle 18.05 – Altre quattordici persone sono morte oggi in Siria, 9 nella città di Homs.

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L’esercito siriano ha circondato Homs e si sta preparando a lanciare un attacco contro la città. La notizia è stata diffusa dal Consiglio Nazionale dell’opposizione siriana, che ha avvertito della possibilità di un massacro di civili. «Dalle informazioni che abbiamo raccolto sul campo, sappiamo che il regime si sta preparando a compiere un massacro per mettere a tacere la rivoluzione di Homs e dare l’esempio a tutte le altre città della Siria».

Una serie di video postati su Youtube dall’attivista siriano Ammar Abdulhamid mostrano alcuni carri armati avvicinarsi alla città. Il Guardian scrive che gli aggiornamenti di Abdulhamid, che vive da anni a Londra, sono i più attendibili su quanto sta succedendo in Siria. Citato ormai da tutte le maggiori testate internazionali, il suo Syrian Observatory for Human Rights diffonde notizie sulle rivolte in tempo reale.

Secondo gli ultimi aggiornamenti ci sarebbero già stati i primi intensi scontri a fuoco nella zona nord della città, nei quartieri di Khalediya e Bayada. Alcuni attivisti della Free Syrian Army sostengono di essere riusciti a distruggere uno dei carri armati dell’esercito.

Quello che avverrà oggi secondo molti analisti potrebbe essere l’inizio di una vera guerra civile. Francia, Gran Bretagna e Germania hanno chiesto al capo dei diritti umani delle Nazioni Unite Navi Pillay di presentare un rapporto su quanto sta accadendo. Il governo siriano la settimana scorsa aveva accettato il piano proposto dalla Lega Araba, che chiedeva la fine della repressione e l’invio di alcune centinaia di osservatori in Siria, ma poi ha ripreso i suoi attacchi contro la popolazione come prima.

Mercoledì 7 dicembre, in un’intervista alla ABC, il presidente della Siria Assad ha negato di avere mai dato l’ordine di sparare contro i civili e contestato i dati dell’ONU sulle persone uccise dalla repressione. Secondo l’ONU in Siria, dopo quasi nove mesi di repressione, sono più di 4.936 le persone uccise dalle forze fedeli al presidente Assad. Di questi, 4.042 sono civili e 892 sono militari o agenti dei servizi di sicurezza.

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