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  • lunedì 5 Dicembre 2011

La Siria accetta la proposta della Lega Araba

Il governo ha autorizzato l'ingresso di osservatori esterni: i morti sono ormai sono più di 4000 dall'inizio delle rivolte

Aggiornamento delle 13.05 – Il governo di Damasco ha accettato la richiesta della Lega Araba di inviare osservatori esterni per monitorare la fine della repressione militare.

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Trentasei persone sono state uccise in Siria dalla scadenza del nuovo ultimatum della Lega Araba contro il regime di Bashar al-Assad. L’ultimatum chiedeva l’autorizzazione all’ingresso di osservatori esterni, pena l’applicazione di nuove sanzioni economiche. Il governo siriano domenica ha fatto sapere che potrebbe decidere di accettare il piano proposto dalla Lega Araba ma che sta ancora negoziando alcuni dettagli.

Un primo ultimatum – penultimatum? – era già stato rifiutato da Damasco lo scorso 25 novembre. Il piano proposto dalla Lega Araba prevedeva, oltre alla fine della repressione violenta del dissenso e delle manifestazioni, l’invio nel paese di circa 500 osservatori internazionali. La Siria si era detta disposta ad accettare al massimo 40 osservatori e aveva posto altre condizioni dal punto di vista diplomatico e giuridico. Al rifiuto della Siria di firmare il piano, la Lega Araba aveva risposto approvando per la prima volta una serie di pesanti sanzioni economiche contro il paese.

Il governo siriano continua ad accusare presunte forze estremiste e cospirazioni straniere per i massacri che avvengono quotidianamente nel paese. Le organizzazioni internazionali sostengono invece da tempo che il presidente Assad e il suo governo abbiano deliberatamente spinto la componente alawita della società – quella minoritaria, che però ha il controllo del potere politico e delle forze armate – a scatenare una guerra civile contro la maggioranza sunnita della popolazione.

Novembre è stato il mese più violento da quando la rivolta è iniziata lo scorso marzo, con oltre 700 persone uccise negli scontri. In totale finora sono morte più di 4000 persone e oltre 14mila sono state imprigionate.