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  • martedì 22 Novembre 2011

Il posto dove uccisero Kennedy

Oggi sono 48 anni, e a Dallas già si parla di come ricostruire la piazza in vista del cinquantesimo anniversario

Se non ci avessero ammazzato un presidente degli Stati Uniti, Dealey Plaza sarebbe un posto come un altro di Dallas. Lo spiazzo, formato dalla confluenza di tre strade e da una serie di aiuole, si trova nel West End, uno dei distretti più conosciuti della città del Texas, e da diciotto anni è un “National Historic Landmark”, un punto di interesse storico di portata nazionale. Ogni anno migliaia di persone lo vanno a visitare per ricordare John Fitzgerald Kennedy e vedere il luogo in cui fu ucciso il 22 novembre di 48 anni fa.

La piazza è attraversata da Elm Street, la via nella quale svoltò il corteo presidenziale poco prima che JFK fosse ucciso dai colpi di fucile di Lee Harvey Oswald, sparati dal Texas School Book Depository. L’edificio di sette piani esiste ancora ed è ben visibile da Dealey Plaza: il sesto piano è aperto al pubblico dal 1989 e ospita un museo che raccoglie cimeli, documenti e testimonianze su quanto accadde nel 1963. Il museo è il ricordo più tangibile dell’attentato nella zona, ricordato con un certo senso di colpa dagli abitanti di Dallas, spiegano sul Los Angeles Times.

Rispettando le richieste della famiglia, il giorno dell’assassinio di Kennedy è stato sempre ricordato con sobrietà, con poche commemorazioni e cerimonie. Le cose potrebbero però cambiare man mano che ci si avvicina al cinquantenario della morte del presidente. L’amministrazione locale ha deciso una serie di iniziative per il 2013 e ha avviato la raccolta di 2,2 milioni di dollari per finanziarle. Parte dei fondi saranno messi a disposizione dal settore pubblico, mentre una quota consistente sarà raccolta attraverso le offerte di società e singoli privati.

Il piano per il 2013 prevede un’ambiziosa opera di recupero di Dealey Plaza. L’idea è quella di riportarla indietro nel tempo, ricostruendo quella che fu l’ambientazione nella quale avvenne l’attentato. La conformazione dello spiazzo è rimasta sostanzialmente inalterata negli ultimi 48 anni, ma saranno comunque necessari diversi lavori di recupero. Le differenze più evidenti interessano le strade che la attraversano, la cui pavimentazione è cambiata diverse volte così come la segnaletica orizzontale e verticale. Alcune indicazioni stradali non sono più al loro posto e anche le aiuole sono cambiate, con siepi e altri elementi decorativi che non c’erano nel 1963.

Per ricostruire la piazza, l’amministrazione potrà fare affidamento sul molto materiale fotografico e sui filmati realizzati all’epoca dell’attentato nella zona. In quasi cinquant’anni sono emersi filmati amatoriali e fotografie in grado di documentare con efficacia gli istanti in cui il presidente fu ucciso, con la moglie Jacqueline al suo fianco sulla limousine decappottabile. Molte di quelle immagini furono utilizzate dalla Commissione d’inchiesta Warren, incaricata di condurre le indagini per ricostruire quanto avvenuto in Dealey Plaza. Dopo dieci mesi di indagini, i responsabili della Commissione stilarono un rapporto di 888 pagine – molto contestato dai cospirazionisti – nel quale si giungeva alla conclusione che a sparare fosse stato Lee Harvey Oswald, dal sesto piano del palazzo che all’epoca ospitava il Texas School Book Depository.

La scelta dell’amministrazione di Dallas di commemorare il cinquantenario della morte di Kennedy riporterà probabilmente a galla polemiche mai sopite su come andarono le cose quel giorno. I responsabili della città dicono di voler ricordare JFK e di dimostrare, al tempo stesso, che Dallas è riuscita a superare un momento difficile e doloroso diventando molte altre cose oltre “il posto dove hanno ammazzato Kennedy”.

Dallas è la terza città per grandezza del Texas ed è la nona città per dimensioni di tutti gli Stati Uniti. Ha una popolazione di 1,2 milioni di persone, che diventano 6,4 milioni se si prende in considerazione l’intera area metropolitana. In città hanno sede alcune delle aziende più importanti degli Stati Uniti come il gigante delle telecomunicazioni AT&T, ExxonMobil, Kimberly-Clark e la compagnia aerea American Airlines. La popolazione è composta per meno della metà da bianchi, per il 25 per cento da afro americani e da oltre il trenta per cento da ispanici. La città ospita anche la sesta più grande comunità di omosessuali del paese.