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  • venerdì 18 Novembre 2011

Obama apre alla Birmania

Un segretario di Stato americano tornerà in visita ufficiale dopo cinquant'anni, per incoraggiare le riforme democratiche degli ultimi mesi

Per la prima volta dopo più di cinquant’anni, un segretario di Stato americano tornerà in visita ufficiale in Birmania. Lo ha annunciato oggi il presidente degli Stati Uniti Barack Obama, dicendo che il governo americano invierà presto Hillary Clinton per riallacciare i rapporti degli Stati Uniti con il paese asiatico. Fonti del governo americano hanno fatto sapere che la decisione è stata presa dopo una lunga telefonata di Obama con Aung San Suu Kyi, premio Nobel per la Pace e attuale leader della Lega per la Democrazia in Birmania.

L’annuncio degli Stati Uniti sembra confermare che le cose in Birmania stanno cambiando davvero. La Birmania era stata governata da un regime militare dal 1962 e soltanto l’anno scorso c’erano state le prime elezioni dopo vent’anni. Aung San Suu Kyi era stata liberata una settimana dopo le elezioni, dopo avere trascorso quindici anni agli arresti domiciliari. Era considerata la più importante dissidente del mondo dai tempi di Nelson Mandela ed è al momento leader del movimento democratico che lotta per il rinnovamento del paese.

Il nuovo governo birmano si è insediato nel marzo del 2011 e Thein Sein è diventato il primo civile a ricoprire la carica di presidente della Birmania dopo quasi cinquant’anni di regime gestito dai militari. Molti analisti di politica internazionale avevano spiegato che il cambio di governo era soltanto una farsa e che le cose sarebbero rimaste più o meno uguali: il governo era controllato dall’esercito e lo stesso presidente Sein aveva fatto parte della giunta militare e si era dimesso appositamente dalla carica di generale solo per poter partecipare alle elezioni.

Un primo segnale forte di cambiamento era arrivato lo scorso 12 ottobre con l’annuncio del governo birmano di liberare 6.359 prigionieri, tra cui molti esponenti della Lega Nazionale per la Democrazia. Il governo ha anche consentito per la prima volta a Aung San Suu Kyi di allontanarsi dalla capitale per un viaggio politico e ha intrapreso i primi gesti di apertura anche verso i gruppi etnici armati che combattono da decenni contro la dittatura, firmando un accordo di pace preliminare con le etnie Wa e Mongla.

«Dopo anni di oscurità, nelle ultime settimane abbiamo assistito ai primi progressi», ha detto oggi Barack Obama. «Vogliamo cogliere quella che potrebbe essere un’opportunità storica e chiarire che se la Birmania continuerà a viaggiare sulla strada delle riforme democratiche, potrà costruire un nuovo rapporto con gli Stati Uniti». Obama in questi giorni è a Bali per partecipare al summit regionale dell’Associazione delle Nazioni dell’Asia Sud-Orientale. Nel frattempo il partito Aung San Suu Kyi ha deciso, dopo anni di lotta nell’illegalità, di registrarsi ufficialmente per poter partecipare alle prossime elezioni. Nel 1990 la Lega Nazionale per la Democrazia aveva vinto le elezioni ma non era riuscita a esercitare il potere a causa delle repressione del regime militare.

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