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  • lunedì 31 Ottobre 2011

Il rivoluzionario egiziano Alaa Abd El Fattah è stato arrestato

È stato uno dei blogger più attivi contro il regime di Mubarak e ora denuncia l'esercito egiziano di ostacolare il processo democratico del Paese

Alaa Abd El Fattah, uno dei rivoluzionari più attivi contro il regime di Mubarak in Egitto, è stato preso in custodia con l’accusa di incitamento alla violenza contro i militari. El Fattah si è rifiutato di riconoscere la legittimità degli interrogatori cui è stato sottoposto ed è stato arrestato. In attesa di indagini la sua detenzione durerà 15 giorni, ma potrebbe essere rinnovata dalle autorità a tempo indeterminato.

Dopo la notte del massacro al Cairo del 9 ottobre durante la protesta dei cristiani coopti, El Fattah aveva denunciato il coinvolgimento dell’esercito nelle violenze. Mentre oggi veniva scortato al C28, il quartier generale della Procura militare del Cairo, El Fattah ha dichiarato: «Hanno commesso un massacro, un crimine orrendo, e ora stanno lavorando per incolpare qualcun altro per ciò che è successo. L’intera situazione è distorta: mandano gli attivisti a processo invece di dire la verità nuda e cruda: che l’esercito ha commesso un crimine a sangue freddo».

Manifestazioni di solidarietà per Alaa Abd El Fattah sono state organizzate al Cairo e ad Alessandria d’Egitto. In Tunisia è in programma una protesta fuori dall’ambasciata egiziana. Si tratta della più grave crisi in corso tra gli attivisti della Primavera araba e la giunta militare post-Mubarak. Il candidato alla presidenza dell’Egitto Abdel Moneim Aboul Fotouh ha fatto sapere che considera la detenzione di El Fattah come «una grave battuta d’arresto per la rivoluzione egiziana». Un portavoce del “Movimento 6 aprile” ha dichiarato: «La persecuzione è soltanto l’ultimo esempio del continuo attacco a giornalisti, a figure legate ai media, a blogger e attivisti da parte del Concilio Supremo delle Forze Armate. Allo stato attuale ci rifiutiamo di cooperare con la persecuzione militare dei civili e chiediamo ai cittadini egiziani di unirsi alla nostra protesta. Questo non è l’Egitto per il quale abbiamo lottato e per il quale molti di noi sono morti». I gruppi per i diritti umani contano più di 12mila civili sottoposti a giudizio militare da quando l’esercito ha preso il potere in Egitto.

Alaa Abd El Fattah è un blogger di ventinove anni. È cresciuto in una famiglia con una lunga storia di militanza politica. Suo padre, Ahmed Seif El-Islam Hamed, è un noto avvocato e attivista per i diritti umani arrestato nel 1980 e imprigionato per cinque anni dal regime. La zia è Ahdaf Soueif, scrittrice di fama internazionale e commentatrice politica del Guardian. La sorella di El Fattah, Mona Seif, è tra i fondatori del movimento egiziano «No ai processi militari per i civili».

Nel maggio 2006 El Fattah è stato arrestato mentre partecipava a una protesta pacifica a favore dei magistrati egiziani. Dopo 45 giorni di detenzione era stato rilasciato nel giugno 2006. Con la moglie Manal, è stato tra coloro che hanno organizzato uno spazio online per gli oppositori al regime. Dalla caduta di Hosni Mubarak, avvenuta l’11 febbraio scorso, Alaa Abd El Fattah si è dimostrato molto critico verso l’esercito egiziano guidato dal generale Hussein Tantawi che, di fatto, governa il paese dalla caduta del regime. Molti rivoluzionari come El Fattah accusano i militari di ostacolare il processo democratico dell’Egitto e di non voler trasferire i poteri alle autorità civili.