• Mondo
  • venerdì 23 settembre 2011

Facce da ONU

Le foto dell'assemblea generale delle Nazioni Unite di quest'anno, con decine di capi di Stato e di governo da tutto il mondo: quanti ne riconoscete?

Il 13 settembre è iniziata a New York la 65ma assemblea generale dell’ONU. L’assemblea è uno dei cinque principali organi delle Nazioni Unite, si riunisce ogni anno ed è composta da almeno un rappresentante per ognuno degli Stati aderenti. L’assemblea approva il budget delle Nazioni Unite, vota le risoluzioni ed elegge gli Stati che occupano i seggi non permanenti al Consiglio di Sicurezza.

L’assemblea generale dell’ONU è un momento particolare del calendario diplomatico internazionale: vi partecipano un numero enorme di capi di Stato e di governo da tutto il mondo, senza però che quel posto sia ufficialmente di qualcuno di loro in particolare, senza padroni di casa, guardie militari da ispezionare e foto di gruppo. È l’anti-G8, in qualche modo: ognuno vale uno, almeno formalmente, e anche il presidente dello Stato più piccolo e sconosciuto del mondo può parlare dallo stesso podio di Barack Obama. Certo, decisioni se ne prendono poche – pochissime, se si escludono quelle simboliche.

Quest’anno all’assemblea generale dell’ONU si discute soprattutto di due cose: la crisi economica e le trasformazioni in Medioriente. L’ONU accoglie per la prima volta i leader dei nuovi governi di transazione dell’Egitto, della Tunisia, della Libia e del Sud Sudan, e si confronta con la richiesta dell’Autorità Nazionale Palestinese di essere riconosciuta come stato membro dell’ONU, che verrà ufficializzata oggi, venerdì 23 settembre, dal presidente dell’ANP Mahmoud Abbas. Ieri c’è stato il contestato discorso del presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad, che tra le altre cose ha accusato gli Stati Uniti di aver ucciso Osama bin Laden per coprire i veri colpevoli dell’11 settembre e di aver inventato l’Olocausto per giustificare le mire di Israele. Come succede ormai ogni anno i rappresentanti degli Stati Uniti e dei paesi europei hanno lasciato la sala durante il suo discorso.

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