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  • Lunedì 19 settembre 2011

Continuano le violenze in Yemen

I manifestanti si oppongono alla transizione proposta dal governo, questa mattina l'esercito ha ucciso almeno 26 persone

Questa mattina le forze dell’esercito yemenita fedeli al presidente Ali Abdullah Saleh hanno sparato sulla folla che protestava per le strade della capitale Sanaa, uccidendo almeno ventisei persone. Migliaia di manifestanti sono tornati in piazza chiedendo la fine del regime della famiglia del presidente Saleh, al potere da trentatré anni. Alcuni testimoni hanno raccontato di avere visto cecchini sparare dai tetti degli edifici più alti. Altri riportano che i militari sparano ad altezza d’uomo. In una moschea del centro sono stati ritrovati i cadaveri di sedici uomini, quasi tutti uccisi da un colpo alla testa.

Le proteste in Yemen si sono nuovamente intensificate dalla settimana scorsa, quando il vicepresidente, Abdrabuh Mansur Hadi, ha annunciato una transizione di potere entro una settimana. Il piano era stato avanzato dal Consiglio di Cooperazione del Golfo e autorizzato dal presidente Saleh, che si è detto pronto a farsi da parte a patto che suo figlio faccia parte del nuovo governo. Saleh aveva lasciato lo Yemen lo scorso giugno dopo essere scampato a un attentato nel suo palazzo presidenziale. Molti analisti temono che la situazione possa degenerare nelle prossime ore, dal momento che nella capitale è stata tagliata l’energia elettrica e tutti i servizi di telecomunicazione.