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  • martedì 13 Settembre 2011

La condanna di Julius Malema

Il giovane e controverso politico sudafricano è stato giudicato colpevole di incitamento all'odio, il presidente Zuma tenta di blandirlo

Ieri un giudice sudafricano ha condannato il politico Julius Malema per incitamento all’odio, per aver cantato una canzone popolare dei tempi dell’apartheid durante una manifestazione politica. Julius Malema ha trent’anni ed è il capo dei giovani militanti dell’ANC, il partito che governa il Paese dalla fine dell’apartheid e diretto da Jacob Zuma, attuale presidente del Sudafrica. Il suo profilo sta emergendo sulla scena nazionale per le sue posizioni particolarmente estreme, e secondo molti osservatori potrebbe compromettere il percorso di pacificazione e ricostruzione del paese dopo la fine dell’apartheid.

Noto soprattutto per la sua ignoranza e per le sue sparate razziste, Malema ha basato la sua ascesa su una violenta propaganda populista. Parla di nazionalizzazione forzata di banche e miniere, sul modello di quanto accaduto in Zimbabwe. Si scaglia spesso e volentieri contro i bianchi nonché contro lo stesso Zuma, cita spesso come modelli Fidel Castro, Muammar Gheddafi e Robert Mugabe. Il leader del partito dell’opposizione Alleanza Democratica, Helen Zille, lo ha definito un “dittatore in standby”. L’anno scorso Malema era già stato diffidato da usare quella canzone durante le manifestazioni: l’uso dell’espressione “spara al boero” era stato considerato incostituzionale. Il 30 agosto a Johannesburg ci sono stati degli scontri tra la polizia sudafricana e i sostenitori di Julius Malema, che si trovava nel quartiere generale dell’ANC per partecipare a un’udienza disciplinare del partito a suo carico. Ieri è arrivata la condanna per incitamento all’odio, ma Jacob Zuma oggi gli ha teso la mano.

Nel corso di un’intervista Zuma ha detto che il suo partito non dovrebbe espellere Malema. «Il nostro obiettivo», ha detto Zuma, «dovrebbe essere aiutare Malema. Perché c’è molto di buono in lui. Il nostro partito deve aiutare Malema e trasformarlo in un buon leader. Se non dovessimo riuscirci, soltanto a quel punto ci porremmo la domanda: che fare di lui?». Le implicazioni politiche della condanna restano, comunque. Mentre il giudice leggeva la sentenza ai danni di Malema, fuori dal tribunale un centinaio di suoi sostenitori sfidava la corte intonando la canzone per cui Malema stava venendo condannato. Fino a questo momento Malema non ha mai detto di volersi candidare alla leadership del partito, ma la sua popolarità tra i giovani e la sua influenza potrebbe comunque intralciare il tentativo di Jacob Zuma di ottenere un secondo mandato come leader del partito e quindi come candidato alla presidenza nel 2014.

foto: ALEXANDER JOE/AFP/Getty Images