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  • mercoledì 31 Agosto 2011

La classifica degli uragani

La mappa dell'Economist mostra la storia dei precedenti di Irene negli Stati Uniti e i numeri di danni e morti

Nei giorni scorsi l’uragano Irene è passato lungo la East Coast degli Stati Uniti, causando molti danni in una decina di stati tra la Carolina del Sud e la zona del New England. Irene è rimasto di Categoria 1, la più bassa nella scala che misura la potenza degli uragani, per buona parte del proprio tragitto lungo la costa, tanto da indurre le autorità di numerose aree urbane a organizzare piani di evacuazione per mettere al sicuro gli abitanti delle zone più esposte alle inondazioni. L’evacuazione ha interessato anche New York, dove le autorità si sono preparate al peggio per riscontrare una volta passato l’uragano pochi danni.

Le stime non ancora definitive parlano di almeno 48 morti e di danni che ammontano a oltre 10 miliardi di dollari a causa di Irene. L’uragano ha intrapreso una rotta insolita, scaricando pioggia e venti lungo la East Coast e non nella zona del Golfo del Messico, dove di solito si concentrano i principali uragani, come mostra la mappa realizzata dall’Economist.

Le linee colorate rappresentano il tragitto seguito dagli uragani che hanno causato più danni dagli anni Cinquanta a oggi. Sono colorate diversamente a seconda di come è cambiata la loro intensità man mano che si avvicinavano alla terraferma: si va dal viola per la Categoria 5 al grigio della semplice tempesta. L’uragano più costoso è stato Katrina, che ha colpito principalmente la Louisiana causando 144,5 miliardi di dollari di danni e 1.322 morti nell’agosto del 2005. Al secondo posto c’è Andrew, l’uragano dell’agosto del 1992 che produsse 42,7 miliardi di dollari di danni e uccise 62 persone. Nel settembre del 2008, Ike uccise 168 persone e causò danni per 39,8 miliardi di dollari, mentre nel settembre del 2004 Ivan costò 27,5 miliardi di dollari e uccise 125 persone. In quinta posizione c’è Wilma, uragano dell’ottobre del 2005 che uccise 42 persone e produsse danni per 25,4 miliardi di dollari.