• Mondo
  • sabato 27 Agosto 2011

In cosa Irene è diverso dagli altri uragani

Dovrebbero esserci molte più tempeste come questa sulla East Coast da sedici anni, spiegano sull'Atlantic

In queste ore l’uragano Irene sta percorrendo buona parte della East Coast, tra la Carolina del Sud e il New England, obbligando centinaia di migliaia di persone ad abbandonare le aree costiere per ragioni di sicurezza. L’uragano viaggia verso New York, dove è stato adottato un piano di evacuazione per diverse aree che potrebbero subire inondazioni, uno scenario che si verifica molto raramente così a nord e che siamo in genere abituati a ricollegare agli Stati del sud, dove si verificano la maggior parte degli uragani.

Come spiega Brian Resnick sull’Atlantic, dal 1851 a oggi solamente cinque uragani sono passati a poche miglia di distanza da New York. Ed in realtà è questo il dato veramente strano, perché avremmo dovuto assistere a molti più uragani nella zona nell’ultimo periodo. L’area medio-Atlantica si trova in un particolare ciclo di attività che teoricamente dovrebbe portare alla formazione di numerosi uragani. Il ciclo è iniziato nel 1995 e nonostante siano passati 16 anni non si è ancora verificato un uragano di grande potenza a quella latitudine. I cicli durano solitamente una trentina di anni. Prima dell’attuale ce ne fu uno tra il 1930 e il 1960 e ancora prima ce ne fu un altro tra il 1870 e il 1900, che portarono rispettivamente alla formazione di sei e di sette uragani.

Irene potrebbe essere la tempesta più potente che minaccia la zona da quando un uragano di Categoria 3 colpì Long Island nel 1938. La perturbazione, chiamata il Grande Uragano o Yankee Clipper, uccise diverse centinaia di persone e danneggiò circa 50mila abitazioni. Da allora, eventi che abbiano interessato direttamente il New Jersey, New York e il New England sono stati relativamente poco frequenti (l’uragano Gloria nel 1985, l’uragano Bob nel 1991 e l’uragano Floyd nel 1999).

Gli esperti segnalano che Irene non è solo particolare per la rotta che ha assunto nelle ultime ore, ma anche per l’anticipo con cui si è presentato rispetto alla stagione degli uragani. Nell’area medio-Atlantica, questo tipo di perturbazioni si presenta quasi sempre tra settembre e ottobre, non in agosto. Inoltre, gli uragani di questo tipo sono soliti avvicinarsi alla Carolina del Sud e del Nord per poi essere spinti al largo dai venti continentali, ma a causa delle particolari condizioni meteo sull’Atlantico, questa volta la perturbazione è stata spinta verso nord e non verso oriente.

La rotta che sta seguendo Irene coinvolge un’area densamente popolata degli Stati Uniti e c’è il timore che forti venti e copiose precipitazioni possano causare danni per miliardi di dollari lungo la costa. Ci sono migliaia di abitazioni sulle spiagge e sulle coste, in numerosi punti basse e sabbiose e quindi esposte anche alla forza dei moto ondosi. In passato forti perturbazioni hanno cambiato l’aspetto della costa, ridisegnando parte dell’area di Long Island, per esempio. Questi sono inoltre giorni di alta marea, particolare che potrebbe complicare le cose specialmente lungo le spiagge della Virginia e del New Jersey.

Il sindaco di New York, Michael Bloomberg, ha detto oggi in una conferenza stampa che la minaccia costituita da Irene è molto concreta e che potrebbe mettere a rischio la vita degli abitanti in alcune parti della città. Il piano di evacuazione obbligatoria sta facendo abbandonare le zone più a rischio ad almeno duecentomila persone e non si tratta di una precauzione eccessiva, dicono i meteorologi. Irene potrebbe causare l’innalzamento delle acque nell’area di New York di un paio di metri. Non sembra molto, ma bisogna considerare che gli argini della città sono bassi e che molte zone sono praticamente sul livello del mare. Secondo le stime del New York Times, un uragano di Categoria 1 a New York potrebbe portare a 3,5 miliardi di dollari di danni.

Irene ora è di Categoria 1, la più bassa nella scala Saffir-Simpson per la misurazione dell’intensità dei cicloni tropicali, ma si tratta comunque di un evento atmosferico che può portare venti fino a 150 chilometri orari e a grandi precipitazioni in poche ore. Irene è diverso dagli altri uragani non tanto per la sua potenza, quanto per la sua estensione. Secondo i calcoli più recenti, la perturbazione ha un diametro di circa 800 chilometri, pari a quasi un terzo dell’intera estensione della East Coast. Questo significa che impiegherà molto tempo prima di disperdere la propria energia e di superare gli Stati più a nord.