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  • lunedì 8 Agosto 2011

La seconda notte di Londra

Saccheggi e distruzioni si sono spostati in altri quartieri, ma più sotto controllo: la polizia è però sotto accusa sulla morte di Mark Duggan che ha scatenato le proteste

Ieri notte a Londra i saccheggi e gli attacchi a negozi e auto si sono spostati a Enfield, un sobborgo a nord di Tottenham, ma sono stati di intensità molto ridotta rispetto a quelli di sabato notte. I media oggi non parlano più di riots ma di disturbances, anche se la presenza della polizia è stata comunque consistente per paura che la situazione potesse di nuovo degenerare. «La polizia sta rispondendo a una serie significativa di attività criminali in tutta la città», ha comunicato ieri sera Scotland Yard.

A Enfield alcuni gruppi di giovani si sono raccolti su St. Andrews Road e hanno preso d’assalto e saccheggiato negozi. Quando la polizia è arrivata hanno inziato a  scagliare sassi contro gli agenti. Molte altre vetrine sono state distrutte dai ragazzi in fuga e alcune auto della polizia sono state prese a sassate. Episodi simili si sono verificati anche a Brixton, dove parte della folla che partecipava a un festival ha attaccato i negozi a partire dal tramonto. Altri resoconti di violenza in scala ancora minore sono arrivati dalle aree di Dalston e Walthamstow.

Intanto le ricostruzioni su come gli scontri fossero cominciati sabato sera si concentrano intorno a un episodio in cui agenti intervenuti a controllare la protesta per l’uccisione di Mark Duggan avrebbero colpito una ragazza che li aveva attaccati lanciando degli oggetti. Ma le notizie più importanti riguardano proprio l’uccisione di Duggan durante un controllo di polizia, giovedì scorso: il Guardian sostiene di avere informazioni per cui il proiettile che la polizia ha esibito come prova di un conflitto a fuoco proverrebbe da un’arma della polizia, e questo indebolirebbe molto la versione sia stato Duggan (o qualcun altro) il primo a sparare.

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