Le foto dei preparativi per il Ramadan

Le foto dei preparativi al mese sacro del calendario musulmano: Gerusalemme addobbata di luci, i mercati affollati in Algeria e i dolci in Libia e in Iraq

Domani il mondo islamico festeggerà l’inizio del Ramadan, il mese sacro del calendario musulmano durante il quale Dio rivelò al profeta Maometto i versi del Corano. Durante il Ramadan, che può durare 29 o 30 giorni in base alle fasi lunari, i fedeli devono astenersi da acqua e cibo e dai rapporti sessuali dall’alba al tramonto. In questo periodo inoltre molti musulmani si recano in pellegrinaggio alla Mecca, la Città Santa dell’Islam, rileggono il Corano interamente e si dedicano a maggiori attività di preghiera e di carità. Una volta tramontato il sole, familiari e amici si riuniscono insieme e dopo aver mangiato un dattero – come usava fare il profeta Maometto – iniziano a cenare: spesso si tratta di veri e propri banchetti in cui vengono serviti grandi portate e un sacco di dolci, mentre le persone si scambiano regali. Alla fine della fiera, durante il Ramadan si mangia molto di più che nel resto dell’anno.

Quest’anno il Ramadan cade anche in un momento di grande instabilità per i paesi arabi e mediorientali, e in molti paesi i governi rafforzeranno le misure di sicurezza temendo manifestazioni, attentati e scontri. La contemplazione religiosa, infatti, non è sempre stata sinonimo di pace. Il profeta Maometto diede inizio alla battaglia di Badr – la prima vera guerra musulmana contro gli infedeli – durante il mese del Ramadan del 624. E il conflitto del 1973 che gli israeliani chiamano la Guerra del Kippur, è conosciuto come la Guerra del Ramadan in Egitto, Giordania e Siria, che lanciarono il loro attacco a sorpresa durante il digiuno. Più di recente, in Iraq, il mese del Ramadan è stato caratterizzato dagli attacchi dei ribelli contro le truppe dell’esercito americano, raggiungendo il picco di oltre 1.400 attentati nel 2007. Ma ci sono stati anche dei casi in cui il Ramadan ha complicato le operazioni militari: durante la battaglia di Tora Bora, alcuni combattenti afgani anti-talebani che erano ormai alle costole di Osama bin Laden decisero di tornare a casa al tramonto per spezzare il digiuno.

I dittatori di alcuni paesi musulmani fondamentalisti hanno usato spesso il Ramadan per rafforzare la legittimità del loro regime. Turkmenbashi, l’ultimo dittatore neo-stalinista del Turkmenistan, decise di graziare 8.415 prigionieri durante il Ramadan nel 2005; un esempio che più tardi è stato cinicamente seguito anche a Damasco e Algeri. Anche Saddam Hussein – che cercò di vendersi come un fervente musulmano durante gli ultimi anni del suo regime – durante la guerra contro l’Iran offrì per due volte una richiesta di cessate il fuoco nel mese del Ramadan. E nel 2008 – quando l’allora segretario di stato americano Condoleezza Rice andò in visita in Libia – Gheddafi si rifiutò di stringerle la mano prendendo a scusa l’obbligo di non sfiorare una donna durante il periodo di digiuno pur essendo come al solito circondato da uno stuolo di amazzoni, la sua guardia privata composta solo da donne.

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