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  • mercoledì 27 Luglio 2011

La mappa della carestia in Somalia

Quanto è estesa e quanto è previsto che si diffonderà la crisi alimentare nell'Africa orientale

Sette giorni fa, le Nazioni Unite hanno dichiarato una carestia in due regioni della Somalia meridionale: Bakool e Shabeellaha Hoose. Si stima che complessivamente nell’area orientale dell’Africa ci siano almeno 11,5 milioni di persone che hanno bisogno di assistenza umanitaria e, se la siccità continuerà ancora a lungo, gli esperti dicono che diversi altri milioni di persone si aggiungeranno nel corso dei prossimi mesi.

La crisi è stata sostanzialmente innescata da una forte siccità, la più intensa degli ultimi sessant’anni. In Somalia ci sono poi altri problemi che rendono più difficile la gestione della carestia: la popolazione è in rapida crescita, con molte ragazze che abbandonano la scuola e hanno presto il primo figlio, ci sono pochi investimenti nell’agricoltura a causa di quasi venti anni di guerra, la desertificazione avanza a causa del disboscamento e manca un governo stabile e in grado di imporre politiche.

L’Economist ha realizzato una mappa interattiva sulla carestia da poco dichiarata dall’Onu. Nella sezione “Rainfall” è indicato l’andamento delle precipitazioni nella zona tra il mese di giugno del 2010 e quello di maggio del 2011. In alcune zone le piogge sono state la metà rispetto alla media, sia in Somalia che in Kenya. La sezione “Current famine” mostra le aree dove la carestia è più intensa, mentre “Predicted famine” illustra come dovrebbe svilupparsi la crisi entro l’autunno, con un aumento significativo nel sud della Somalia. Infine “Aid targtes” mostra a che punto sono la raccolta e l’utilizzo dei fondi da parte dell’ONU per affrontare la carestia. Si stima che ci siano 4,6 milioni di persone che hanno bisogno di aiuto in Etiopia, 3,7 milioni in Somalia e 2,4 milioni in Kenya. I fondi fino a ora ottenuti sono al di sotto della quantità minima necessaria per aiutare le popolazioni con efficacia.

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