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Le novità sul caso Pronzato

Un imprenditore ha ammesso di avere pagato una tangente e in un suo foglietto è stato trovato il nome della presidente dell'Umbria, accanto a una cifra

I giornali di oggi dedicano spazio e attenzione agli sviluppi del caso apertosi con l’arresto di Franco Pronzato, consigliere di amministrazione dell’ENAC già dirigente del ministero dei Trasporti e responsabile trasporto aereo per il Partito Democratico. Fiorenza Sarzanini sul Corriere della Sera racconta che un imprenditore coinvolto nell’inchiesta, Viscardo Paganelli, avrebbe ammesso di avere pagato 40.000 euro a Pronzato. E che in uno dei foglietti di Paganelli gli inquirenti hanno trovato il nome della presidente dell’Umbria, Catiuscia Marini, accanto alla cifra 20.000.

Pochi minuti di interrogatorio e arriva la conferma: «È vero, ho pagato» . Nel carcere di Regina Coeli l’imprenditore Viscardo Paganelli ammette davanti al giudice di aver versato 40.000 euro al consigliere di amministrazione di Enac in quota Pd Franco Pronzato — anche lui arrestato— «perché mi aveva dato una mano» . Una tangente che in realtà servì a far ottenere alla «Rotpkof Aviaton Italia» dello stesso Paganelli e di suo figlio Riccardo la certificazione necessaria al trasporto dei passeggeri, «nulla osta» indispensabile per vincere l’appalto sulla gestione delle rotte dell’Isola d’Elba. La lista con nomi e cifre Trova dunque conferma l’ipotesi d’accusa di corruzione formulata dai pubblici ministeri Paolo Ielo e Giuseppe Cascini. E adesso si va avanti. Perché altri appalti ottenuti dai clienti di Vincenzo Morichini— il titolare della società di consulenza Sdb accusato di aver chiesto soldi per il Partito democratico e per la fondazione «Italianieuropei» di Massimo D’Alema— devono essere controllati, nuovi versamenti a politici devono trovare una giustificazione. Le verifiche degli investigatori del nucleo valutario della Guardia di Finanza guidati dal generale Leandro Cuzzocrea, si concentrano su un foglietto con nomi e cifre trovato durante la perquisizione negli uffici di Paganelli. E i primi riscontri effettuati riguardano un pagamento di 20.000 euro alla presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini. Soldi che le sarebbero stati versati in cambio di agevolazione nelle commesse.

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