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  • martedì 21 giugno 2011

Il villaggio vacanze del nazismo

È un edificio sul Mar Baltico, il sindaco di Prora vorrebbe farne un centro vacanze

Lungo la costa nord-occidentale della Germania – sul mar Baltico, vicino a Prora – si affaccia il relitto più gigantesco della storia nazista. Otto identici blocchi di cemento, sei piani ciascuno, per un totale di diecimila camere vista mare. L’aveva fatto costruire Hitler dall’architetto Clemens Klotz tre anni prima che iniziasse la seconda guerra mondiale, e doveva diventare la destinazione forzata delle vacanze dei lavoratori tedeschi. Oggi la Germania si interroga su che cosa fare di questo gigante del passato, il New York Times lo racconta in un articolo.

Perfino per gli standard dell’architettura e ingegneria nazista il piano era molto ambizioso. Ogni blocco avrebbe avuto il suo ristorante capace di ospitare 2.500 persone e ogni settimana 20mila lavoratori tedeschi sarebbero stati portati lì in vacanza come parte del programma «Forza attraverso la Gioia», che li doveva preparare a servire fisicamente e mentalmente i piani di Hitler. Ma a differenza dei tempi di Hitler, quando l’obiettivo dell’edificio era abbastanza chiaro, la domanda per la Germania di oggi è: che cosa fare di una reliquia troppo grande e troppo carica di simbolismo per essere distrutta, ma troppo gigantesca per essere utilizzata?

Il dibattito sul Colosso di Prora, come lo chiamano lì, è reso più complicato da quello che accadde a partire dal 1939. Con l’inizio della guerra, infatti, i lavori non furono mai finiti e l’edificio fu di fatto abbandonato a se stesso. Soltanto dopo la fine del conflitto i lavori furono completati, quando Prora era diventata ormai parte della Germania Est sotto il controllo del regime comunista. Da quel momento in poi lì vennero mandati a lavorare tutti quelli che si erano rifiutati di arruolarsi nell’esercito. «Il dibattito sul futuro di questo edificio non riguarda soltanto la memoria della repressione nazista», spiega Stefan Wolter, uno degli uomini che furono costretti a lavorarci «ma anche la storia della Germania dell’Est e delle persone che dissero no».

Il sindaco di Prora, Horst Schaumann, è sicuro: «Prora deve tornare alla vita, quel posto deve poter ospitare persone». Per il momento il prossimo luglio c’è in programma l’apertura di un ostello da quattrocento letti nel blocco 5. Nei blocchi 1 e 3 invece il piano è realizzare tremila appartamenti per le vacanze. Cosa che ha creato molti attriti con chi invece sta cercando di prendersi cura della conservazione della memoria dell’edificio e del suo simbolismo. «Non dovremmo seguire i passi del programma Forza attraverso la Gioia», ha detto al NYT Jurgen Rostock, direttore di una mostra nel blocco 4 intitolata Macht Urlaub, che in tedesco può voler dire sia “Andate in vacanza!” che “Mancanza di potere”. «Pensiamo che questo sia un monumento molto importante della storia del nazionalsocialismo, aiuta a capire come mai i tedeschi furono così affascinati dal Terzo Reich».

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