• Mondo
  • venerdì 17 giugno 2011

I diciotto minuti e mezzo scomparsi del Watergate

La registrazione di un colloquio tra Nixon e il suo capo dello staff ha un buco che dopo quarant'anni non si è riusciti a colmare

Il 20 giugno 1972, tre giorni dopo che cinque uomini furono arrestati per essere entrati illegalmente nel complesso del Watergate a Washington, sede del comitato nazionale del partito democratico statunitense, il presidente degli Stati Uniti Richard Nixon e il suo capo dello staff Bob Haldeman si incontrarono nell’ufficio privato del presidente. La conversazione venne registrata, ma qualche tempo dopo quasi un quarto del dialogo venne cancellato. A distanza di quasi quarant’anni, un’indagine dei National Archives degli Stati Uniti ha fallito nel tentativo di capire che cosa si dissero i due uomini in quei primi giorni dello scandalo che porterà poi alle dimissioni di Nixon.

Nixon e Haldeman si incontrarono all’Old Executive Office Building, di fianco alla Casa Bianca, e il dialogo venne registrato da un sistema di registrazione che Nixon utilizzava segretamente nell’ufficio privato che aveva nella struttura. Haldeman prendeva appunti ordinatamente con una penna a sfera su un blocco di appunti. Nel momento della registrazione in cui la conversazione entra nel vivo, però, e i due uomini iniziano a parlare delle intrusioni nella sede democratica e sulle misure da prendere per arginare lo scandalo, i nastri hanno subito una manipolazione (in circostanze mai del tutto chiarite) che ha cancellato i diciotto minuti e mezzo successivi.

Su che cosa si dissero il presidente degli Stati Uniti e Haldeman sono state fatte, nel corso degli anni, moltissime speculazioni. Nel 2009, un ex analista della National Security Agency (l’organizzazione governativa statunitense che si occupa della sicurezza delle comunicazioni del governo e dei servizi segreti) di nome Phil Mellinger aveva proposto un nuovo metodo per recuperare il contenuto del dialogo. Dopo aver visto un servizio televisivo nel 2004, iniziò a occuparsi della storia del Watergate e si informò a lungo sui moltissimi libri, documenti ufficiali e materiali di inchiesta disponibili sull’argomento. Lavorò per diverso tempo a una sua personale ricostruzione dei fatti di quei giorni e si imbattè presto nella vicenda delle registrazioni manomesse.

In passato, si era cercato in molti modi di recuperare l’audio cancellato dai nastri, ma senza successo. Mellinger pensò a un sistema diverso. Quando, a ottobre 2008, andò nel deposito dei National Archives a College Park, nel Maryland, chiese di visionare gli appunti che Haldeman tenne dell’incontro. Gli furono consegnate due pagine scritte a mano.

Lo storico dilettante notò che due pagine di appunti erano molto poche per coprire una conversazione durata più di un’ora, e vide che in un angolo della pagina c’erano i segni di molte pinzature successive, come se le pagine fossero state più volte fissate insieme e poi separate. Nessun archivista, storico, giornalista, ricercatore aveva notato questo semplice fatto: gli appunti di Hardeman erano troppo pochi, e c’era la possibilità che diverse pagine fossero andate perse.

Mellinger oggi ha 53 anni. Dopo un periodo alla NSA e all’Ufficio Investigazioni Speciali dell’aeronautica militare, è passato a lavorare nel settore privato come dirigente nel settore della sicurezza delle informazioni in una grande azienda di e-commerce, la First Data Corporation, che si occupa principalmente di transazioni finanziarie in rete. Nel 2007 è andato in pensione. I National Archives statunitensi, una sorta di Archivio di Stato che conserva tutti i documenti connessi all’attività di governo, hanno dato fiducia a Mellinger e gli hanno permesso di analizzare i fogli di Hardeman con una tecnica usata nelle investigazioni scientifiche, l’analisi elettrostatica.

Nel procedimento si ricopre il foglio che si vuole analizzare con un sottile strato di plastica e poi lo si sottopone a un campo elettrostatico. Spargendo poi sul foglio una polvere molto sottile, questa si concentra, grazie al campo elettrostatico, nei punti dove il foglio ha ricevuto una pressione. In questo modo diventano leggibili i segni lasciati sul foglio, ad esempio, dalla pressione di una penna su un foglio superiore.

Il metodo proposto da Mellinger avrebbe potuto scoprire le tracce delle altre pagine di appunti, ammesso che queste fossero mai esistite, e svelare finalmente parte della conversazione tra Nixon e Haldeman. Dopo due anni, i National Archives hanno rilasciato un video che mostra il metodo utilizzato e i risultati raggiunti.

I risultati, in effetti, sono stati pochi. È stato possibile scoprire che nella seconda pagina c’è effettivamente traccia di una scrittura superiore, ma è illeggibile. In secondo luogo, la data sul primo foglio e il numero di pagina sul secondo sono scritti in inchiostri diversi: forse il numero “2” sulla seconda pagina rimasta, scritto successivamente, indica un tentativo di coprire la mancanza delle pagine centrali. Ad ogni modo, anche l’analisi elettrostatica ha fallito nel risolvere il mistero.

Abbonati al

Dal 2010 gli articoli del Post sono sempre stati gratuiti e accessibili a tutti, e lo resteranno: perché ogni lettore in più è una persona che sa delle cose in più, e migliora il mondo.

E dal 2010 il Post ha fatto molte cose ma vuole farne ancora, e di nuove.
Puoi darci una mano abbonandoti ai servizi tutti per te del Post. Per cominciare: la famosa newsletter quotidiana, il sito senza banner pubblicitari, la libertà di commentare gli articoli.

È un modo per aiutare, è un modo per avere ancora di più dal Post. È un modo per esserci, quando ci si conta.