L’uomo che ama gli errori

James Dyson ha inventato l'aspirapolvere senza sacchetto, dopo cinquemila sbagli fondamentali

James Dyson è nato in Inghilterra, ha 64 anni ed è conosciuto in tutto il mondo per aver inventato un tipo di aspirapolvere che funziona senza sacchetto, sfruttando il principio fisico della separazione ciclonica. La sua invenzione gli ha consentito di diventare miliardario e di avere le risorse per progettare e costruire altri macchinari avveniristici, come il primo ventilatore senza pale che provammo lo scorso anno qui nella redazione del Post.

In un breve articolo pubblicato su Newsweek a fine maggio, Dyson racconta come arrivò alla sua prima importante invenzione, dopo un numero considerevole di prove, errori e fallimenti, che gli cambiarono la vita.

Ho iniziato con un’idea: un aspirapolvere senza sacchetto. Il sacchetto era un problema. Il sacchetto si intasa di polvere, la macchina inizia a fischiare e sbuffa. Così, ispirato da un ciclone industriale in una segheria, ho creato un aspirapolvere in grado di usare la forza centrifuga per separare la polvere e la sporcizia. Nessun sacchetto, nessun intasamento, nessuna perdita di aspirazione. Non aveva un bell’aspetto, però funzionava. Dopo cinque anni di prove, di modifiche, di pugni sbattuti, di imprecazioni e oltre cinquemila errori – o prototipi, come li chiamano gli ingegneri – saltò fuori. Quasi del tutto.

Dyson riuscì a creare il suo aspirapolvere senza sacchetto sfruttando la tecnologia ciclonica, un sistema che permette di separare la polvere aspirata con l’aria grazie alla forza centrifuga generata da un piccolo ciclone d’aria che si forma all’interno dell’aspirapolvere. L’invenzione funzionava ed era promettente, ma farla arrivare sul mercato richiese molta costanza e determinazione da parte del suo inventore.

Avevo in mente la visione di una rivoluzione nel mondo degli aspirapolvere, seppellendo una volta per tutte il sacchetto. La realtà era differente. Per circa tre anni ho sbattuto la testa tra un produttore di aspirapolvere e un altro. Ma nessuno era interessato. Zero. Avevano un modello di business che gli consentiva di fare un sacco di soldi (letteralmente). Nessuno era interessato al mio macchinario, era buono per pulire ma pessimo per gli affari. Hamilton Beach fu una delle tante società: «James, hai due minuti». Cinque anni in due minuti? Adoro le riunioni rapide, ma questo era solo un esercizio inutile peggiorato dal fatto che non mi avrebbero lasciato usare la parola “succhiare”. Li ho visti tutti: Black & Decker, Eureka, Kirby. No. No. Sì, volevo dire no. Electrolux disse che un aspirapolvere senza sacchetto non avrebbe venduto.

La ricerca di una azienda interessata a produrre su larga scala l’aspirapolvere ciclonico di Dyson andò avanti per tre lunghi e sfibranti anni. Dopo non aver ottenuto nulla, ma determinato a seguire fino in fondo la sua idea, James Dyson decise di fare tutto da solo. Trovati i fondi necessari, creò un’azienda e nel 1993 iniziò a vendere il DC01, il primo modello di aspirapolvere ciclonico Dyson, che divenne il più venduto nel Regno Unito in appena un anno e mezzo. Il modello aveva un cestino per la raccolta della polvere trasparente e in molti consigliarono a Dyson di cambiarlo, perché l’idea di vedere la sporcizia nel contenitore non avrebbe attirato molti acquirenti. L’inventore se ne infischiò, arrivando alla conclusione che fosse meglio seguire il proprio istinto senza farsi troppi problemi.

Secondo Dyson, la storia dell’aspirapolvere ciclonico ha una morale, forse vecchia come il mondo, ma comunque da tenere sempre in considerazione: dagli errori possono venire molte cose buone, basta capirli. Ed essere testardi, anche.

Sono particolarmente esperto nel fare errori, è necessario se sei un ingegnere. Ogni miglioria dell’aspirapolvere è venuta fuori a causa di un errore che dovevo mettere a posto. Ciò che è importante è che non mi sono fermato al primo fallimento, al cinquantesimo, o al cinquemillesimo. Non lo farò mai. Credere che le grandi aziende potessero scegliere una tecnologia valida e il progresso al posto di profitti nel breve periodo è stato un grande errore. Amo gli errori.

foto di: apn Photo/Axel Heimken

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