Il checkpoint di Qalandia, tra Gerusalemme e Ramallah. (ABBAS MOMANI/AFP/Getty Images)
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  • domenica 15 maggio 2011

“Il giorno della catastrofe”

Le foto e il racconto degli scontri nel mondo arabo per la Nakba, l'anniversario della proclamazione dello Stato di Israele

Il checkpoint di Qalandia, tra Gerusalemme e Ramallah. (ABBAS MOMANI/AFP/Getty Images)

Aggiornamento delle 18,30 – Ci sono morti e feriti negli scontri a Gaza, nelle alture del Golan, in Cisgiordania e a Ras Maroun, in Libano. Secondo Nicole Johnson, corrispondente di Al Jazeera, una persona è morta e altre ottanta sono rimaste ferite al confine di Erez tra Gaza e Israele, che una manifestazione era sul punto di oltrepassare. La BBC dice che in tutto dodici persone sono rimaste uccise negli scontri di oggi.

Aggiornamento delle 15,30 – Centinaia di persone, soprattutto profughi palestinesi, si sono radunati ai confini con la Siria, nella zona delle alture del Golan, e nella vicina frontiera con il Libano, provando a entrare in Israele e lanciando pietre contro i militari che presidiano le zone. L’esercito israeliano ha confermato pochi minuti fa di aver aperto il fuoco sui palestinesi. I morti nel Golan sono almeno quattro, e altrettanti alla frontiera libanese. Decine di persone sono rimaste ferite.

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Le forze di sicurezza israeliane hanno aperto il fuoco sui palestinesi che manifestavano in occasione del giorno della Nakba in due diverse località, nel nord della striscia di Gaza e sulle alture del Golan, occupate da Israele vicino al confine siriano. Decine di persone sarebbero rimaste ferite, mentre non si hanno ancora notizie di morti.

In un’altra parte del paese, a Tel Aviv, un camion si è schiantato contro un autobus e diversi altri automezzi lungo l’affollata Barlev Street, alla periferia sudorientale della città. L’incidente è successo intorno alle 9.30 ora locale. Una persona è morta e almeno sedici sono rimaste ferite. Il quotidiano israeliano Haaretz riporta le prime valutazioni delle forze di sicurezza, secondo cui si tratterebbe di un attentato. Il guidatore del camion ha 22 anni e viene da Kafr Qasim, una cittadina a circa 20 chilometri da Tel Aviv. Dopo l’incidente è saltato fuori dal mezzo ed è stato arrestato in poco tempo. Nega di aver causato volontariamente lo scontro, ma la dinamica dell’incidente sembrerebbe escludere la possibilità che il giovane abbia perso involontariamente il controllo del mezzo. Il ministro della pubblica sicurezza israeliano ha affermato che, a un primo esame, non sono emersi collegamenti tra il guidatore e militanti palestinesi.

La tensione in Israele è molto alta perché oggi, come ogni 15 maggio, i palestinesi e parte del mondo arabo manifestano in occasione del “giorno della Nakba”, ovvero della catastrofe. Si tratta dell’anniversario del giorno successivo alla dichiarazione ufficiale dello stato di Israele, che avvenne il 14 maggio 1948. A partire da quella data iniziò la fuga o l’espulsione di almeno 750.000 palestinesi che si rifugiarono soprattutto nei vicini stati mediorientali.

Migliaia di persone stanno manifestando al confine tra Gaza e l’Egitto, in diverse località del West Bank e nei campi profughi, e già nella giornata di ieri c’erano stati scontri molto violenti tra palestinesi e polizia a Gerusalemme Est, che avevano portato a decine di arresti. Per le strade si stavano tenendo i funerali di un ragazzo di 17 anni, Morad Ayyash, ucciso da un proiettile venerdì in circostanze poco chiare a Silwan, un sobborgo di Gerusalemme vicino alla città vecchia. Nei pressi della moschea di al-Aqsa, i manifestanti hanno tirato pietre e molotov alle forze di sicurezza israeliane, che hanno sparato sui palestinesi con proiettili di gomma. Le autorità israeliane, a partire da venerdì, hanno impedito l’accesso alla città vecchia a quasi tutti i palestinesi.

Altre manifestazioni sono in corso in Libano e in Giordania. In Egitto, sono state organizzate decine di autobus per portare i manifestanti al confine con la striscia di Gaza, ma il governo ha impedito l’accesso alla penisola del Sinai: molte persone si sono radunate allora al Cairo, in piazza Tahrir.

foto: MAHMUD HAMS/AFP/Getty Images

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