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  • venerdì 6 maggio 2011

«Vogliono ammazzare a ogni costo»

La conversazione su Facebook tra uno dei soldati accusati di avere ucciso civili afghani per divertimento e suo padre

Adam Winfield è uno dei cinque soldati americani accusati di avere ucciso civili afghani per divertimento e di averne poi conservati dita e altre parti del corpo come trofeo. La storia fu raccontata per la prima volta dal Seattle Times circa un anno fa e finì poco dopo su tutte le prime pagine dei giornali americani man mano che iniziarono a uscire ulteriori macabri dettagli.

Da mesi il padre di Adam Winfield si sta battendo per il figlio, sostenendo che non avrebbe mai partecipato a queste spedizioni omicide e che anzi avrebbe cercato di avvertire l’esercito di quello che stava accadendo all’interno della sua divisione. In questi giorni Harper’s ha pubblicato gli stralci di una conversazione via Facebook del febbraio 2010 tra Adam Winfield e il padre Christopher, in cui il soldato racconta quello che stava succedendo dichiarandosi estraneo ai fatti e chiedendo di essere tirato fuori di lì.

A.W Hey

C.W Come va?

A.W Hai ricevuto il mio messaggio?

C.W No, sono appena tornato a casa

A.W Leggilo in privato. Voglio che solo tu e la mamma sappiate questa cosa.

C.W Sei nei guai o è tutto finito?

A.W Non sono nei guai. Ho soltanto perso tutta l’autorità che avevo. Ma non sono preoccupato per il mio lavoro e la mia promozione al momento. Hai capito quello che ti ho detto sul mio plotone?

C.W Omicidio.

A.W Sì, un uomo innocente. L’hanno pianificato e poi l’hanno fatto. Io lo sapevo. Non potevo credere che l’avrebbero fatto. Poi è successo. Praticamente tutto il plotone lo sa. Nessuno ha niente in contrario. Tranne me. Io voglio fare qualcosa. L’unico problema è che non mi sento sicuro per dirlo a nessuno. Il ragazzo che l’ha fatto è il ragazzo d’oro del plotone, quello che non fa mai niente di sbagliato ed è solo la mia parola contro la loro.

C.W Era un afghano quello che hanno ucciso?

A.W Sì, un ragazzo innocente della mia età che faceva l’allevatore. Hanno fatto sembrare che il tipo gli avesse lanciato una granata contro e l’hanno fatto secco. Io non ero sul campo quando è successo. Ma lo so perché me l’hanno detto. Quasi tutti sanno che è stata una messa in scena. Ma se dico qualcosa è la mia parola contro la loro. Non c’è nessuno nel plotone che pensa che sia sbagliato. Non gliene frega niente a nessuno.

C.W OK, beh, non sei nella posizione di dire niente a nessuno. Non sai di chi ti puoi fidare. Forse dovrei chiamare un senatore e raccontargli senza fare nomi. Non voglio che finisci nei guai per questo. Lascia che ci pensi io, ok? Sei stato abbassato di grado? O hai lasciato tu il tuo incarico?

A.W L’ho lasciato io. Non posso essere uno dei leader di un plotone che permette queste cose. Non posso lavorare per un comandante che mi punisce per avere lasciato la Stryker senza sicura e poi batte il cinque al tipo che uccide persone innocenti e con lui pianifica altri omicidi. Per questo ho lasciato il lavoro. Ci sono già voci che ho intenzione di parlare e minacce che mi stanno già arrivando.

C.W Fai così. Digli che non racconterai niente. Chiedi un trasferimento o qualcosa del genere. Assicuragli che non racconterai niente. Lascia che faccia qualcosa io.

A.W Non funziona così. Non puoi semplicemente chiedere di essere trasferito. Siamo già sotto organico così come siamo. Sono in una posizione di merda nel plotone perché ho lasciato il mio incarico e il comandante non mi trasferirà se glielo chiedo.

C.W Digli che non vuoi avere niente a che fare con quello che stanno facendo. Fagli credere che è acqua passata. Parlerò con qualcuno senza fare i nostri nomi e chiederò aiuto per tirarti fuori da lì.

A.W Sono l’ultimo della lista qui, invece quello che l’ha ucciso tiene in mano tutto il plotone, quindi intercetterà qualsiasi tipo di indagine prima che io possa venire a saperlo e se inizio a fare i bagagli, è finita. Mi hanno beccato.

C.W Mancano solo quattro mesi. Ce la farai. Risolveremo questo problema.

A.W Allora se parli con qualcuno per conto mio, ho le prove che ne stanno pianificando un altro dello stesso tipo.

C.W Quanti sono coinvolti?

A.W Sono stati in due a farlo, a ucciderlo. Ma tutto il plotone lo sapeva. Vogliono tutti ammazzare gente a ogni costo. Non gliene frega niente. L’esercito è pieno di cazzoni, ho scoperto.

Quando l’esercito decise di intervenire, alcuni mesi dopo, altri due civili afghani erano già stati uccisi dal plotone di Winfield. Lo scorso marzo c’è stata la prima condanna a 24 anni di carcere di uno dei cinque soldati accusati, Jeremy Morlock. Secondo la ricostruzione emersa nel processo, l’ordine era stato dato dal sergente Calvin Gibbs, accusato anche di avere conservato le dita di almeno una delle vittime. Dopo gli omicidi, i soldati posizionavano delle armi vicino ai cadaveri così da far apparire giustificati e frutto di una battaglia le loro uccisioni. Quando il giudice ha chiesto a Morlock quali fossero state le sue intenzioni, ha risposto: «Volevamo uccidere delle persone». Lo Spiegel aveva pubblicato tre fotografie che mostrano Morlock e altri soldati posare divertiti insieme ai cadaveri delle persone che avevano ucciso.

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